AVVERTENZE
La claritromicina non deve essere prescritta a donne in gravidanza senza un'attenta valutazione del rischio/beneficio, in particolare durante il primo trimestre di gravidanza. Come con altri antibiotici l'uso prolungato di claritromicina puo' provocare l'insorgenza di sovrainfezioni da batteri resistenti e da miceti che richiedono l'interruzione del trattamento e l'adozione di idonee terapie. E' necessario porre attenzione in quei pazienti che manifestano grave insufficienza renale. Con l'uso di claritromicina sono stati riportati casi di disfunzione epatica inclusi enzimi epatici aumentati, danno epatocellulare e/o epatite colestatica, con o senza ittero. Questa disfunzione epatica puo' essere grave ed e' solitamente reversibile. Sono stati riportati casi fatali di insufficienza epatica e solitamente sono stati associati a gravi malattie di base o trattamenti concomitanti. Si deve raccomandare alpaziente di interrompere il trattamento e contattare il proprio medico nel caso si presentassero segni e sintomi di malattia epatica, comeanoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale. Con l'usodi quasi tutti gli antibatterici, inclusi i macrolidi, sono stati segnalati casi di colite pseudomembranosa, con un intervallo di gravita'compreso tra il moderato e il rischioso per la vita. Sono stati segnalati casi di diarrea da Clostridium difficile (CDAD) con l'uso della maggior parte degli antibatterici, compresa la claritromicina, che puo'variare dalla diarrea moderata alla colite fatale. Il trattamento conagenti antibatterici altera la normale flora batterica intestinale, che puo' condurre ad una proliferazione eccessiva del C. difficile. In tutti i pazienti che, in seguito all'assunzione di antibiotici, lamentino episodi di diarrea, si deve valutare l'eventuale presenza di CDAD (diarrea da Clostridium difficile ). Questi pazienti devono essere sottoposti ad un'attenta anamnesi poiche' e' stato segnalato che il CDAD si puo' presentare nel corso dei due mesi che seguono l'assunzione di agenti antibatterici. Quindi la sospensione del trattamento con claritromicina deve avvenire senza tener conto dell'indicazione terapeutica.Deve essere effettuato un test microbico e iniziato un trattamento adeguato. Va evitata la somministrazione di agenti antiperistaltici. Essendo la claritromicina metabolizzata ed escreta principalmente a livello epatico, particolare cautela deve essere posta nella somministrazione del farmaco a pazienti con funzionalita' epatica ridotta, nei soggetti con danno renale di grado moderato o severo. Colchicina Sono statiriportati casi post-marketing di tossicita' da colchicina con l'uso concomitante di colchicina e claritromicina, specialmente in pazienti anziani, alcuni dei quali si sono verificati in pazienti con insufficienza renale. Sono stati riportati decessi in alcuni di questi pazienti.La somministrazione concomitante di claritromicina e colchicina e' controindicata. Si raccomanda attenzione nella somministrazione concomitante di claritromicina e triazolobenzodiazepine, come triazolam e midazolam iniettabile o oromucosale. Si raccomanda attenzione nella somministrazione concomitante di claritromicina e altri farmaci ototossici. E' consigliabile un monitoraggio periodico della funzionalita' vestibolare e uditiva durante e dopo il trattamento. Eventi cardiovascolari. Durante il trattamento con i macrolidi, inclusa la claritromicina, sonostati osservati prolungamento della ripolarizzazione cardiaca e dell'intervallo QT, che possono determinare un rischio di sviluppo di aritmia cardiaca e torsione di punta. Pertanto, visto che le seguenti situazioni possono portare a un aumentato rischio di aritmia ventricolare (inclusa torsione di punta), la claritromicina deve essere usata con cautela nei seguenti pazienti: pazienti con malattia coronarica, grave insufficienza cardiaca, disturbi della conduzione o bradicardia clinicamente rilevante; pazienti con disturbi degli elettroliti quali ipomagnesiemia. La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con ipokaliemia; pazienti che stanno assumendo contemporaneamente altrimedicinali associati a prolungamento dell'intervallo QT; la somministrazione concomitante di claritromicina con astemizolo, cisapride, pimozide e terfenadina e' controindicata; la claritromicina non deve essereutilizzata in pazienti con prolungamento dell'intervallo QT, congenito o acquisito, documentato o con aritmia ventricolare pregressa. Studiepidemiologici che valutavano il rischio di esiti cardiovascolari avversi con i macrolidi hanno mostrato risultati variabili. Alcuni studiosservazionali hanno identificato un raro rischio a breve termine di aritmia, infarto miocardico e mortalita' cardiovascolare associato ai macrolidi, tra cui la claritromicina. Durante la prescrizione della claritromicina si devono bilanciare questi risultati con i benefici del trattamento. Polmonite. In previsione dell'emergente resistenza dello Streptococcus pneumoniae ai macrolidi, e' importante effettuare un testdi sensibilita' prima di prescrivere la claritromicina per il trattamento delle polmoniti comunitarie. Nelle polmoniti nosocomiali la claritromicina deve essere somministrata in combinazione con antibiotici addizionali appropriati. Infezioni della cute e dei tessuti molli di intensita' da lieve a moderata. Queste infezioni sono molto spesso provocate da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes, i quali possonoentrambi essere resistenti ai macrolidi. Quindi e' necessario effettuare un test di sensibilita'. Nei casi in cui non possano essere utilizzati antibiotici betalattamici (ad es. allergie), e' preferibile utilizzare altri antibiotici, come clindamicina. Attualmente i macrolidi giocano un ruolo fondamentale solo nelle infezioni della cute e dei tessuti molli, come quelle causate da Corynebacterium minutissimum, acne vulgaris, erisipela e in quelle situazioni in cui non puo' essere instaurata una terapia a base di penicillina. In caso di gravi reazioni diipersensibilita' acuta, quali anafilassi, reazioni avverse cutanee severe (SCAR) (ad esempio, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN) ed eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS),la terapia con claritromicina deve essere immediatamente sospesa e deve essere iniziato con urgenza un trattamento adeguato. Questo medicinale deve essere utilizzato con cautela quando somministrato contemporaneamente a medicinali in grado di indurre l'enzima CYP3A4. E' necessario porre attenzione alla possibilita' di una resistenza crociata tra claritromicina ed altri macrolidi, lincomicina e clindamicina.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antibatterici generali per uso sistemico - Macrolidi.
CONSERVAZIONE
Conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C. Una volta ricostituito il medicinale deve essere utilizzato entro 14 giorni.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo, agli antibiotici della classe dei macrolidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Somministrazione concomitante di claritromicina con uno qualsiasi dei seguenti farmaci: astemizolo, cisapride, pimozide e terfenadina, dal momento che possono indurre un prolungamento dell'intervallo QT ed aritmie cardiache, inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta. Somministrazione concomitante di claritromicina con ticagrelor oranolazina. Somministrazione concomitante di claritromicina ed alcaloidi dell'ergot (ergotamina o diidroergotamina), perche' puo' condurrea tossicita' da segale cornuta. Somministrazione concomitante di claritromicina e midazolam per uso orale. La claritromicina non deve esseresomministrata a pazienti con pregresso prolungamento dell'intervalloQT (prolungamento dell'intervallo QT, congenito o acquisito, documentato) o aritmia cardiaca ventricolare, inclusa torsione di punta. La claritromicina non deve essere somministrata contemporaneamente agli inibitori della HMG-CoA riduttasi (statine), che sono estensivamente metabolizzati dal CYP3A4 (lovastatina o simvastatina), a causa dell'aumentato rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi. La claritromicina nondeve essere somministrata a pazienti con ipokaliemia (rischio di prolungamento dell'intervallo QT). La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica associata a danno renale. Come con altri potenti inibitori dell'enzima CYP3A4, la claritromicina non deve essere usata in concomitanza con colchicina.
DENOMINAZIONE
SORICLAR GRANULATO PER SOSPENSIONE ORALE
ECCIPIENTI
Carbomer, povidone K90, ipromellosa ftalato, olio di ricino, diossidodi silicio, saccarosio, gomma xantan, aroma frutti misti, potassio, sorbato, acido citrico, diossido di titanio, maltodestrine.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza. Le piu' frequenti e comuni reazioni avverse correlate alla terapia a base di claritromicina sia per i pazienti adulti che per i pazienti pediatrici sono dolore addominale, diarrea, nausea, vomito e perversione del gusto. Questi eventi avversi sono di solito di media intensita' e sono coerenti con il profilo di sicurezza noto per gli antibiotici macrolidici. Non c'e' una differenzasignificativa nell'incidenza di tali reazioni avverse gastrointestinali durante gli studi clinici, tra pazienti con o senza infezioni da micobatteri pre-esistenti. Di seguito sono riassunte le reazioni avversesegnalate durante gli studi clinici e l'esperienza post-marketing relative alla claritromicina compresse a rilascio immediato, granulato persospensione orale e compresse a rilascio modificato. Le reazioni avverse considerate possibilmente correlate alla claritromicina sono riportate per tipologia di organo e frequenza, in accordo alla seguente convenzione: comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1000, < 1/100); nonnota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). In ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in base ad un ordine di gravita' decrescente, nei casi in cui quest'ultima puo' essere definita. Infezioni ed infestazioni. Non comune:infezione da candida, infezione, infezione della vagina; non nota: colite pseudomembranosa, erisipela. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: leucopenia, piastrinosi; non nota: agranulocitosi, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilità; non nota: reazione anafilattica, angioedema. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia, appetito ridotto. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia; non comune: ansia, nervosismo; non nota: disturbo psicotico, stato confusionale, depersonalizzazione,depressione, disorientamento, allucinazione, sogni anormali, mania. Patologie del sistema nervoso. Comune: disgeusia, cefalea, perversione del gusto; non comune: capogiro, sonnolenza, tremore; non nota: convulsione, ageusia, parosmia, anosmia, parestesia. Patologie dell'orecchioe del labirinto. Non comune: vertigine, udito compromesso, tinnitus; non nota: perdita dell'udito. Patologie cardiache. Non comune: palpitazioni; non nota: torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare. Patologie vascolari. Non nota: emorragia. Patologiegastrointestinali. Comune: diarrea, vomito, dispepsia, nausea, doloreaddominale; non comune: gastrite, stomatite, glossite, costipazione,bocca secca, eruttazione, flatulenza; non nota: pancreatite acuta, alterazione del colore della lingua, alterazione del colore dei denti. Patologie epatobiliari. Non nota: insufficienza epatica, ittero epatocellulare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea, iperidrosi; non comune: prurito, orticaria, esantema maculopapulare; non nota: reazioni avverse cutanee severe (scar) (ad esempio, pustolosi esantematica acuta generalizzata (agep), sindrome di stevens-johnson, necrolisi tossica epidermica, eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (dress)), acne. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: spasmi muscolari; non nota: rabdomiolisi, miopatia. Patologie renali e urinarie. Nonnota: insufficienza nella funzione renale, nefrite interstiziale, cromaturia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: piressia, astenia. Esami diagnostici. Comune:prove di funzionalità epatica anormali; non comune: prolungamento dell'intervallo qt del tracciato elettrocardiografico, alanina amminotrasferasi aumentata, aspartato amminotrasferasi aumentata; non nota: aumento del rapporto internazionale normalizzato, tempo di protrombina prolungato. In alcuni dei casi di rabdomiolisi riportati, la claritromicina era stata somministrata in concomitanza a statine, fibrati, colchicina o allopurinolo. Sono stati riportati casi post-marketing di interazione farmacologica ed effetti sul Sistema Nervoso Centrale (SNC) (ad es. sonnolenza e confusione) con l'uso concomitante di claritromicina etriazolam. Si suggerisce di monitorare il paziente nel caso aumentassero gli effetti farmacologici a livello del SNC. Popolazioni pediatriche. Sono stati condotti studi clinici somministrando la sospensione pediatrica a base di claritromicina in bambini dai 6 mesi ai 12 anni dieta'. Di conseguenza i bambini al di sotto dei 12 anni di eta' devonoassumere la sospensione pediatrica. Ci si aspetta che frequenza, tipoe gravita' delle reazioni avverse siano equiparabili a quelle che si verificano negli adulti. Pazienti immunocompromessi. In pazienti affetti da AIDS o immunocompromessi trattati per infezioni da Micobatteri con alte dosi di claritromicina per lunghi periodi e' stato spesso difficile distinguere le reazioni avverse probabilmente associate alla somministrazione di claritromicina con le manifestazioni associate al Virus da Immunodeficienza Umana (HIV) o alla malattia intercorrente. Nei pazienti adulti, la reazione avversa piu' frequentemente riportata da pazienti trattati con dosi giornaliere totali pari a 1000 mg e 2000 mgdi claritromicina sono state: nausea, vomito, perversione del gusto, dolore addominale, diarrea, eruzione cutanea, flatulenza, mal di testa,costipazione, disturbi dell'udito, aumento dei valori di Glutammico-Ossalacetico Transaminasi Sierica (SGOT) e Glutammico-Piruvico Transaminasi Sierica (SGPT). Reazioni addizionali a minor frequenza includonodispnea, insonnia e bocca secca. L'incidenza era comparabile per queipazienti trattati con 1000 mg e 2000 mg, ma erano generalmente 3 -4 volte piu' frequenti in quei pazienti che ricevevano una dose giornaliera totale di claritromicina pari a 4000 mg. In questi pazienti immunocompromessi le valutazioni dei valori di laboratorio sono state effettuate analizzando quei valori al di fuori dei livelli anormali considerati seri per il test specifico (ad es. Limiti superiori e inferiori). Sulla base di questi criteri, circa il 2% o il 3% dei pazienti che avevano assunto 1000 mg o 2000 mg di claritromicina al giorno mostravano valori anormali estremamente elevati di SGOT e SGPT, e livelli estremamente bassi di globuli bianchi e conta piastrinica. Una piu' bassa percentuale di pazienti inclusa in questi due gruppi di dosaggio ha mostrato anche elevati valori di azotemia. Un'incidenza lievemente piu' elevata dei valori anormali e' stata notata in pazienti trattati con 4000 mg di claritromicina al giorno per tutti i parametri esclusa la formulaleucocitaria.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza Non e' stata valutata la sicurezza della claritromicina perl'utilizzo nelle donne in stato di gravidanza. Sulla base dei risultati ottenuti da studi su topi, ratti, conigli e scimmie non puo' essereesclusa la possibilita' di effetti dannosi sullo sviluppo embrio-fetale. Di conseguenza non e' raccomandato l'uso in gravidanza senza un'attenta valutazione del rischio/beneficio. Allattamento Non e' stata valutata la sicurezza della claritromicina per l'utilizzo durante l'allattamento. La claritromicina e' escreta nel latte materno. Fertilita' Studi condotti sul ratto, non hanno mostrato alcuna evidenza di effettinocivi sulla fertilita' (vedere paragrafo 5.3).
INDICAZIONI
Deve essere tenuta in considerazione la guida ufficiale sull'uso appropriato degli agenti antibatterici. Il medicinale e' indicato nei bambini dai 6 mesi ai 12 anni di eta'. Trattamento di infezioni causate dapatogeni sensibili alla claritromicina. Infezioni del tratto rino-faringeo (tonsilliti, faringiti), dei seni paranasali. Infezioni del tratto respiratorio inferiore: bronchiti, polmoniti batteriche e polmonitiatipiche. Infezioni della pelle: impetigine, erisipela, follicolite, foruncolosi e ferite infette. Otite Media Acuta (OMA).
INTERAZIONI
L'uso dei seguenti medicinali e' assolutamente controindicato a causadei potenziali gravi effetti dovuti alla loro interazione farmacologica. Cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina Elevati livelli di cisapride sono stati riscontrati in pazienti che assumevano contemporaneamente cisapride e claritromicina. L'assunzione concomitante ha dato luogo a intervallo QT prolungato, aritmie cardiache inclusa tachicardiaventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta. Effettisimili sono stati osservati in pazienti che assumevano contemporaneamente claritromicina e pimozide. In letteratura e' riportato che i macrolidi alterano il metabolismo della terfenadina aumentandone i livelliche occasionalmente sono stati associati ad aritmie cardiache, qualiQT prolungato, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare etorsione di punta. In uno studio su 14 volontari sani, la concomitantesomministrazione di claritromicina e terfenadina ha portato ad un incremento di due-tre volte del livello sierico del metabolita acido della terfenadina e ad un prolungamento dell'intervallo QT che non ha portato a nessun effetto clinico rilevabile. Effetti simili sono stati associati con la somministrazione concomitante di astemizolo ed altri macrolidi. Midazolam orale Quando il midazolam e' stato somministrato inconcomitanza alla claritromicina in compresse (500 mg due volte al giorno), l'AUC del midazolam e' risultata aumentata di 7 volte in seguitoalla somministrazione di midazolam per via orale. La somministrazioneconcomitante di midazolam orale e claritromicina e' controindicata. Alcaloidi dell'ergot. Alcune segnalazioni post- marketing indicano chela co-somministrazione di claritromicina ed ergotamina o diidroergotamina e' stata associata a tossicita' acuta da ergot (ergotismo) caratterizzata da vasospasmo ed ischemia delle estremita' e di altri tessuti,incluso il sistema nervoso centrale. E' controindicata la concomitante somministrazione di claritromicina e alcaloidi dell'ergot. Inibitoridella HMG-CoA riduttasi (statine). E' controindicato l'uso concomitante di claritromicina e lovastatina o simvastatina in quanto queste statine sono estensivamente metabolizzate dal CYP3A4 e il trattamento concomitante con claritromicina ne aumenta la concentrazione plasmatica,la quale aumenta il rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi. Sonostati riportati casi di rabdomiolisi in pazienti che assumevano claritromicina contemporaneamente a queste statine. Se il trattamento con claritromicina non puo' essere evitato, la terapia con lovastatina o simvastatina deve essere sospesa durante il trattamento. Deve essere prestata attenzione quando si prescrive claritromicina con statine. In situazioni dove l'uso concomitante di claritromicina e statine non puo'essere evitato, si raccomanda di prescrivere la dose piu' bassa registrata di statine. Puo' essere valutata la possibilita' di utilizzare una statina che non sia dipendente dal metabolismo dell'enzima CYP3A (ades. fluvastatina). I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia. Effetti di altri medicinali sulla claritromicina Ifarmaci che inducono il CYP3A (ad es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, erba di San Giovanni) possono indurre il metabolismo della claritromicina. Questo porta a dei livelli sub-terapeuticidi claritromicina con riduzione dell'efficacia terapeutica. Inoltre, puo' essere necessario monitorare le concentrazioni plasmatiche dell'induttore del CYP3A, che possono aumentare a causa dell'inibizione del CYP3A da parte della claritromicina (vedere anche il foglio illustrativo dell'inibitore del CYP3A somministrato). La concomitante somministrazione di rifabutina e claritromicina ha determinato un aumento dei livelli sierici della rifabutina, una diminuzione dei livelli sierici della claritromicina associati ad un maggiore rischio di uveite. E' statoaccertato o si sospetta che i seguenti farmaci influenzino le concentrazioni di claritromicina circolante; puo' essere necessario procederead un aggiustamento del dosaggio di claritromicina o puo' essere presa in considerazione l'eventualita' di un ricorso a terapie alternative. Efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina. I farmaci che risultano essere forti induttori del metabolismo del citocromoP450 come l'efavirenz, la nevirapina, la rifampicina, la rifabutina ela rifapentina possono accelerare il metabolismo della claritromicinae di conseguenza abbassare i livelli plasmatici della claritromicina,aumentando al contempo i livelli plasmatici del 14-OH-claritromicina,un metabolita che risulta anche attivo dal punto di vista microbiologico. Poiche' le attivita' microbiologiche della claritromicina e del 14-OH-claritromicina sono differenti per batteri diversi, l'effetto terapeutico previsto puo' essere annullato nel corso della somministrazione concomitante di claritromicina e di induttori enzimatici. Etravirina L'esposizione alla claritromicina e' stata ridotta dall'etravirina;tuttavia, la concentrazione del metabolita attivo, 14-OH-claritromicina, e' aumentata. Dal momento che la 14-OH-claritromicina ha ridotto l'attivita' contro il Mycobacterium Avium Complex (MAC), puo' essere alterata l'attivita' complessiva nei confronti di questo patogeno, quindiper il trattamento del MAC e' necessario valutare delle alternative alla claritromicina. Fluconazolo. La somministrazione concomitante di 200 mg di fluconazolo al giorno e di una dose pari a 500 mg di claritromicina due volte al giorno a 21 volontari sani ha determinato aumentidella concentrazione minima basale media di claritromicina (C min ) edell'area sotto la curva (AUC) pari al 33% ed al 18%, rispettivamente.Le concentrazioni basali del metabolita attivo, la 14-OH-claritromicina, non sono state influenzate in maniera significativa dalla somministrazione concomitante di fluconazolo. Non e' necessario procedere ad alcun aggiustamento del dosaggio di claritromicina. Ritonavir. Uno studio di farmacocinetica ha dimostrato che la contemporanea somministrazione di 200 mg di ritonavir ogni 8 ore e 500 mg di claritromicina ogni12 ore conduce ad una marcata inibizione del metabolismo della claritromicina. Con la concomitante somministrazione di ritonavir e' stato osservato un aumento della C max della claritromicina pari al 31%, un aumento della C min del 182% ed un aumento della AUC del 77%. E' stata notata una completa inibizione della formazione del 14-OH-claritromicina. In considerazione della larga finestra terapeutica della claritromicina, in pazienti con funzione renale normale, non sono necessarie riduzioni del dosaggio.
POSOLOGIA
Posologia. Sono stati condotti studi clinici somministrando la sospensione pediatrica a base di claritromicina in bambini dai 6 mesi ai 12 anni di eta'. Di conseguenza i bambini al di sotto dei 12 anni di eta'devono assumere la sospensione pediatrica (granulato per sospensione orale). Il dosaggio giornaliero raccomandato nei bambini e' di 7,5 mg/kg da somministrare due volte al giorno per le infezioni non micobatteriche. La durata usuale del trattamento e' 5 - 10 giorni a seconda degli agenti patogeni coinvolti e della gravita' dell'infezione. La sospensione puo' essere assunta in concomitanza con i pasti e a digiuno e puo' essere ingerita con il latte. Schema posologico. 125 mg/5 ml granulato per sospensione orale. Utilizzo del cucchiaino. Peso bambini: 5-10kg; 1/2 cucchiaino (2,5 ml) 2 volte al dì. Peso bambini: 11-20 kg; 1cucchiaino (5 ml) 2 volte al dì. Utilizzo della siringa-dosatrice persingola somministrazione (Aspirare la sospensione fino alla corrispondente tacca dei Kg). Peso bambini: 2 kg; 15 mg due volte al dì. Peso bambini: 4 kg; 30 mg due volte al dì. Peso bambini: 6 kg; 45 mg due volte al dì. Peso bambini: 8 kg; 60 mg due volte al dì. Peso bambini: 10 kg; 75 mg due volte al dì. Peso bambini: 12 kg; 90 mg due volte al dì.Peso bambini: 14 kg; 105 mg due volte al dì. Peso bambini: 16 kg; 120mg due volte al dì. Peso bambini: 18 kg; 135 mg due volte al dì. Pesobambini: 20 kg; 150 mg due volte al dì. Peso bambini: 22 kg; 165 mg due volte al dì. Peso bambini: 24 kg; 180 mg due volte al dì. Schema posologico. 250 mg/5 ml granulato per sospensione orale. Utilizzo del cucchiaino. Peso bambini: 11-20 kg; 1/2 cucchiaino (2,5 ml) 2 volte al dì. Peso bambini: 21-30 kg; 3/4 cucchiaino (3,75 ml) 2 volte al dì. Pesobambini: 31-40 kg; 1 cucchiaino (5 ml) 2 volte al dì. Utilizzo dellasiringa-dosatrice per singola somministrazione (Aspirare la sospensione fino alla corrispondente tacca dei Kg). Peso bambini: 4 kg; 30 mg due volte al dì. Peso bambini: 8 kg; 60 mg due volte al dì. Peso bambini: 12 kg; 90 mg due volte al dì. Peso bambini: 16 kg; 120 mg due volteal dì. Peso bambini: 20 kg; 150 mg due volte al dì. Peso bambini: 24 kg; 180 mg due volte al dì. Peso bambini: 28 kg; 210 mg due volte al dì. Peso bambini: 32 kg; 240 mg due volte al dì. Peso bambini: 36 kg; 270 mg due volte al dì. Peso bambini: 40 kg; 300 mg due volte al dì. Peso bambini: 44 kg; 330 mg due volte al dì. Peso bambini: 48 kg; 360 mgdue volte al dì. Pazienti con compromissione renale. Nei pazienti coninsufficienza renale in cui la clearance della creatinina e' inferiorea 30 ml/min/1,73 m^2 , il dosaggio deve essere ridotto della meta', ad esempio 250 mg una volta al giorno o 250 mg due volte al giorno in caso di infezioni gravi. In tali pazienti la somministrazione non deveessere proseguita oltre i 14 giorni. Modo di somministrazione. Uso orale. Preparazione della sospensione orale in flacone Per preparare la sospensione del medicinale: aggiungere al granulato contenuto nel flacone acqua fino alla linea rossa sul flacone. Agitare bene. Aggiungere ancora acqua fino a riportarla alla linea. La sospensione cosi' preparata ha una concentrazione pari al 5% per il medicinale da 250 mg/5 ml Granulato per sospensione orale ed al 2,5% per il medicinale da 125 mg/5 ml Granulato per sospensione orale e puo' essere conservata a temperatura ambiente (15 gradi C - 30 gradi C) per 14 giorni. Agitare bene prima di ogni utilizzo. Utilizzo della siringa-dosatrice; svitare il tappo presente sul flacone. Inserire la siringa sul collo del flacone mediante l'apposito adattatore. Aspirare la dose desiderata indicata sulla scala del dosatore e, dopo aver estratto solo la siringa, effettuare la somministrazione. Quindi, lasciando l'adattatore inserito, riavvitare il tappo sul collo del flacone. La dose va selezionata usando lascala riportata sulla siringa, fino al corrispondente peso corporeo del bambino.
PRINCIPI ATTIVI
125 mg/5 ml Granulato per sospensione orale 100 ml di sospensione ricostituita contengono: claritromicina 2,50 g. 250 mg/5 ml Granulato persospensione orale 100 ml di sospensione ricostituita contengono: claritromicina 5,00 g.