AVVERTENZE
La terapia con ACE inibitori, come ramipril, o Antagonisti del Recettore dell'Angiotensina II non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori/AIIRAs deve essere interrotto immediatamente e iniziata una terapia alternativa. Pazienti particolarmente a rischio di ipotensione. I pazienti con iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone possono incorrere in un notevole calo acuto della pressione arteriosa e nel deterioramento della funzionalita' renale dovuto all'ACE inibizione, specialmente quando l'ACE inibitore o un diuretico in associazione sono somministrati per la prima volta o al primo incremento della dose. Prevedere un'attivazione rilevante del sistema renina-angiotensina-aldosterone ed e' necessaria una supervisione medica che includa il monitoraggio della pressione per esempio in: pazienti con ipertensione grave; pazienti con insufficienza cardiaca congestizia scompensata; pazienti con ostacolo emodinamicamenterilevante all'afflusso o al deflusso ventricolare sinistro; pazienticon stenosi unilaterale dell'arteria renale con secondo rene funzionante; pazienti in cui vi e' o si puo' sviluppare deplezione di fluidi odi sali; pazienti con cirrosi epatica e/o ascite; durante interventi chirurgici importanti o durante anestesia con farmaci che causano ipotensione. In genere si raccomanda di correggere la disidratazione, l'ipovolemia o la deplezione di sali prima di iniziare il trattamento. Insufficienza cardiaca transitoria o persistente post infarto miocardico.Pazienti a rischio di ischemia cardiaca o cerebrale in caso di ipotensione acuta. La fase iniziale del trattamento richiede un attento controllo medico. Se possibile, si raccomanda di interrompere il trattamento con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina come ramipril un giorno prima dell'intervento chirurgico. La funzionalita' renale deve essere valutata prima e durante il trattamento e la dose deveessere aggiustata in particolare nelle prime settimane di trattamento.In pazienti con insufficienza renale e' richiesto un monitoraggio particolarmente attento. C'e' il rischio di un danneggiamento della funzionalita' renale, in particolare in pazienti con insufficienza cardiacacongestizia o dopo trapianto di rene. Sono stati segnalati casi di angioedema in pazienti in trattamento con ACE inibitori incluso il ramipril. Questo rischio potrebbe aumentare nei pazienti che assumono contemporaneamente medicinali come inibitori di mTOR o vildagliptin. In caso di angioedema, interrompere il trattamento con il farmaco. Prontamente istituire trattamento di emergenza. I pazienti devono essere tenutisotto osservazione per almeno 12-24 ore e dimessi solo dopo la completa risoluzione della sintomatologia. E' stato riportato angioedema intestinale in pazienti in terapia con ACE inibitori. I pazienti hanno presentato dolore addominale. La probabilita' e la gravita' di reazionianafilattiche o anafilattoidi in seguito a contatto con veleno di insetti o altri allergeni sono aumentate durante terapia con ACE inibitori. Prima della desensibilizzazione deve essere presa in considerazioneuna temporanea sospensione del farmaco. Monitoraggio elettrolitico. Iperkaliemia e' stata osservata in alcuni pazienti trattati con ACE inibitori. I pazienti a rischio di iperkaliemia includono i soggetti con insufficienza renale, eta' >70 anni, con diabete mellito non controllato o quelli che utilizzano sali di potassio, diuretici risparmiatori dipotassio o altri principi attivi che fanno aumentare il livello plasmatico del potassio, o condizioni come disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica. Se l'uso di una delle sopraccitate sostanze e' ritenuto necessario e' raccomandato un regolare monitoraggio del potassio sierico. Monitoraggio elettrolitico. Sindrome da inappropriata secrezione di ormone anti-diuretico e conseguente iponatriemia e'stata osservata in alcuni pazienti trattati con ramipril. Si raccomanda che i livelli sierici di sodio siano regolarmente monitorati nei pazienti anziani e in altri pazienti a rischio di iponatriemia. Sono state osservate raramente neutropenia/agranulocitosi, cosi' come trombocitopenia e anemia, ed e' stata inoltre riportata depressione del midolloosseo. Si raccomanda di monitorare il numero dei globuli bianchi perpermettere l'individuazione di una possibile leucopenia. Si consigliaun monitoraggio piu' frequente nella fase iniziale del trattamento e in pazienti con compromessa funzionalita' renale, nei pazienti con concomitanti patologie del collagene e in quelli trattati con farmaci chepossono causare alterazioni del quadro ematico. Differenze etniche. Gli ACE inibitori causano una maggiore incidenza di angioedema nei pazienti neri rispetto a quelli non neri. Come altri ACE inibitori, il ramipril puo' essere meno efficace nell'abbassare la pressione nelle popolazioni nere rispetto a quelle non nere, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza nelle popolazioni nere di ipertensione a basso livello di renina. Tosse Con l'uso di ACE-inibitori, e' stata riportata tosse. Tipicamente, la tosse e' non produttiva, persistente e si risolvecon l'interruzione della terapia. La tosse da ACE inibitori deve essere considerata nella diagnosi differenziale della tosse. Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone. Esiste l'evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalita' renale. Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non e' pertanto raccomandato. Sela terapia del duplice blocco e' considerata assolutamente necessaria,cio' deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalita' renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Il farmaco contiene lattosio monoidrato e sodio. I pazienti affetti da rari problemiereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasio da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. Questo medicinale contiene 0,8 mg di sodio per compressa, cioe' essenzialmente 'senza sodio'. Questo medicinale contiene 1,44mg di sodio per compressa, cioe' essenzialmente 'senza sodio'. Questomedicinale contiene 2,89 mg di sodio per compressa, cioe' essenzialmente 'senza sodio'.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
ACE-inibitori, non associati.
CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Confezioni blister: conservare nella confezione originale. Flacone di plastica: tenereil contenitore ermeticamente chiuso.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altri ACE inibitori (inibitori dell'Enzima di Conversione dell'Angiotensina). Riscontro anamnestico di angioedema (ereditario, idiopatico o pregresso angioedema con ACE inibitori o AIIRAs). Trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici caricate negativamente. Stenosi bilaterale significativa dell'arteria renale o stenosi unilaterale in pazienti con rene unico funzionante. Secondo e terzo trimestre di gravidanza. Ramipril non deve essere usato in pazienti con ipotensione o emodinamicamente instabili. L'uso concomitante con medicinali contenenti aliskiren e' controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocita' di filtrazione glomerulare VFG <60 ml/min/1.73 m^2).
DENOMINAZIONE
RAMIPRIL EUROGENERICI COMPRESSE
ECCIPIENTI
Sodio bicarbonato. Lattosio monoidrato. Croscarmellosa sodica. Amido pregelatinizzato (mais). Sodio stearilfumarato. Le compresse da 2,5 mgcontengono anche ferro ossido giallo (E172). Le compresse da 5 mg contengono anche ferro ossido giallo (E172) e ferro ossido rosso (E172).
EFFETTI INDESIDERATI
Il profilo di sicurezza di ramipril include tosse secca persistente ereazioni dovute all'ipotensione. Reazioni avverse gravi comprendono angioedema, iperkaliemia, danno epatico o renale, pancreatiti, reazionicutanee gravi e neutropenia/agranulocitosi. La frequenza degli effettiindesiderati e' definita utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, <1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno dei gruppi di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine decrescente di gravita'. Patologie cardiache. Non comune: ischemia miocardica inclusa angina pectoris o infarto del miocardio, tachicardia, aritmia, palpitazioni, edema periferico. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: eosinofilia; raro: diminuzione del numero dei globuli bianchi (inclusa neutropenia o agranulocitosi), diminuzione del numero dei globuli rossi, diminuzione della concentrazione di emoglobina, diminuzione del numero delle piastrine; nonnota: depressione del midollo osseo, pancitopenia, anemia emolitica.Patologie endocrine. Non nota: sindrome da inappropriata secrezione diormone antidiuretico (SIADH). Patologie del sistema nervoso. Comune:cefalea, capogiri; non comune: vertigini, parestesia, ageusia, disgeusia; Raro: tremore, disordini dell'equilibrio; non nota: ischemia cerebrale inclusi ictus ischemico e attacco ischemico transitorio, alterazioni delle capacità psicomotorie, sensazione di bruciore, parosmia. Patologie dell'occhio. Non comune: disturbi della vista inclusa visione offuscata; Raro: congiuntivite. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Raro: danni all'udito, tinnito. Patologie respiratorie, toraciche emediastiniche. Comune: tosse secca non produttiva, bronchite, sinusite, dispnea; non comune: broncospasmo incluso aggravamento dell'asma, congestione nasale. Patologie gastrointestinali. Comune: infiammazione gastrointestinale, disturbi della digestione, disturbi addominali, dispepsia, diarrea, nausea, vomito; non comune: pancreatite (con gli ace inibitori sono stati riportati molto eccezionalmente casi a esito fatale), aumento degli enzimi epatici, angioedema del piccolo intestino, dolore nella parte alta dell'addome quale gastrite, stipsi, secchezza della bocca; raro: glossite; non nota: afte, stomatiti. Patologie renalie urinarie. Non comune: danno renale inclusa insufficienza renale acuta, aumento della produzione di urine, peggioramento di proteinuria preesistente, aumento dell'azotemia, aumento della creatininemia. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash in particolaremaculo-papulare; non comune: angioedema; in casi veramente eccezionali, l'ostruzione delle vie aeree dovuta all'angioedema può avere esitofatale; prurito, iperidrosi; raro: dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi; molto raro: fotosensibilizzazione; non nota: necrolisi epidermica tossica, sindrome di stevens- johnson, eritema multiforme, pemfigo, aggravamento della psoriasi, dermatite psoriasiforme, esantema pemfigoide o lichenoide, o enantema, alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletric o e del tessuto connettivo. Comune: spasmi muscolari, mialgia; non comune: artralgia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: aumento della kaliemia; non comune: anoressia, diminuzione dell'appetito; non nota: diminuzione della sodiemia. Patologie vascolari. Comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, sincope; non comune: vampate; raro: stenosi vascolare, ipoperfusione, vasculite; non nota: fenomeno di raynaud. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: dolore al petto, affaticamento; non comune: piressia; raro: astenia. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: reazioni anafilattiche o anafilattoidi, aumento degli anticorpi antinucleo. Patologie epatobiliari. Non comune: aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina coniugata; Raro: ittero colestatico, danno epatocellulare; non nota: insufficienza epatica acuta, epatite colestatica o citolitica (l'esito fatale è stato molto eccezionale). Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: impotenza erettile transitoria, diminuzione della libido; non nota: ginecomastia. Disturbi psichiatrici. Non comune: umore depresso, ansia, nervosismo, irritabilità, disturbi del sonno inclusa sonnolenza; raro: statoconfusionale; non nota: disturbi dell'attenzione. Popolazione pediatrica. La sicurezza di ramipril e' stata monitorata in 325 bambini e adolescenti, di eta' compresa tra 2 e 16 anni in 2 studi clinici. Mentrela natura e la gravita' degli effetti indesiderati sono simili a quelle degli adulti, la frequenza dei seguenti effetti indesiderati e' maggiore nei bambini: tachicardia, congestione nasale e rinite, "comune" (>=1/100, <1/10) nella popolazione pediatrica, e "non comune" (>= 1/1.000, <1/100) nella popolazione adulta. Congiuntivite "comune" (>=1/100,<1/10) nella popolazione pediatrica, mentre "raro" (>=1/10.000, <1/1.000) nella popolazione adulta. Tremore e orticaria "non comune" (>=1/1.000, <1/100) nella popolazione pediatrica, mentre "raro" (>=1/10.000,<1/1.000) nella popolazione adulta. Il profilo di sicurezza complessivo per il ramipril nei pazienti pediatrici non differisce significativamente dal profilo di sicurezza negli adulti. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza ed e' controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a menoche non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia conun ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione ad ACE inibitori/Antagonisti del Recettore dell'Angiotensina II ( AIIRA ) durante il secondo e il terzo trimestre induce tossicita' fetale (ridotta funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia). Se dovesse verificarsi un'esposizione a un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essereattentamente osservati per quanto riguarda l'ipotensione, l'oliguriae l'iperkaliemia. Poiche' le informazioni sull'uso di ramipril durantel'allattamento sono insufficienti, ramipril non e' raccomandato ed e'preferibile ricorrere a trattamenti alternativi con profilo di sicurezza meglio stabilito durante l'allattamento, specialmente quando si allatta un neonato o un neonato pretermine.
INDICAZIONI
Trattamento dell'ipertensione. Prevenzione cardiovascolare: riduzionedella morbilita' e mortalita' cardiovascolare in pazienti con: patologie cardiovascolari aterotrombotiche conclamate (pregresse patologie coronariche o ictus, o patologie vascolari periferiche) o diabete con almeno un fattore di rischio cardiovascolare. Trattamento delle patologie renali: nefropatia glomerulare diabetica incipiente, definita dallapresenza di microalbuminuria; nefropatia glomerulare diabetica conclamata, definita da macroproteinuria in pazienti con almeno un fattore dirischio cardiovascolare; nefropatia glomerulare non diabetica conclamata definita da macroproteinuria >= 3g/die. Trattamento dell'insufficienza cardiaca sintomatica. Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico acuto: riduzione della mortalita' dopo la fase acuta dell'infartomiocardico in pazienti con segni clinici di insufficienza cardiaca quando iniziato dopo piu' di 48 ore dall'insorgenza dell'infarto miocardico acuto.
INTERAZIONI
Associazioni controindicate. Trattamenti extracorporei che portano a contatto il sangue con superfici a carica negativa quali dialisi o emofiltrazione con membrane ad alto flusso (ad esempio membrane poliacrilonitriliche) oppure aferesi delle lipoproteine a bassa densita' per mezzo di destrano solfato sono controindicati a causa dell'aumento del rischio di gravi reazioni anafilattoidi. Se e' richiesto questo tipo ditrattamento, deve essere considerato l'uso di membrane per dialisi differenti o una classe di antipertensivi differente. Precauzioni per l'uso. Sali di potassio, eparina, diuretici risparmiatori di potassio e altri principi attivi che aumentano i livelli del potassio nel sangue (inclusi gli antagonisti dell'Angiotensina II, tacrolimus , ciclosporina): puo' verificarsi iperkaliemia, quindi e' richiesto un monitoraggioattento dei livelli sierici del potassio. Trimetoprim e cotrimossazolo (trimetoprim/sulfametossazolo) : un aumento dell'incidenza di iperkaliemia e' stato osservato in pazienti che assumono ACE inibitori e trimetoprim e in combinazione a dose fissa con sulfametossazolo (cotrimossazolo). Farmaci antipertensivi (ad es. diuretici) ed altri farmaci apotenziale effetto antipertensivo (ad es. nitrati, antidepressivi triciclici, anestetici, assunzione di alcol, baclofene, alfuzosina, doxazosina, prazosina, tamsulosina, terazosina): si deve prevedere un possibile potenziamento del rischio di ipotensione. I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, e' associatoad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalita' renale (inclusa l'insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS. Vasopressori simpaticomimetici e altre sostanze (ad es. isoproterenolo, dobutamide, dopamide, epinefrina) che possono ridurre l'effetto antipertensivo del farmaco: si raccomanda il monitoraggio dellapressione arteriosa. Allopurinolo, immunosoppressori, corticosteroidi, procainamide, citostatici e altri farmaci che possono alterare il quadro ematico: aumentato rischio di reazioni ematologiche. Sali di litio: l'escrezione di litio puo' essere ridotta dagli ACE inibitori e quindi la tossicita' del litio puo' essere aumentata. I livelli sierici di litio devono essere controllati. Antidiabetici inclusa insulina: possono verificarsi reazioni ipoglicemiche. Pertanto si raccomanda uno stretto controllo della glicemia. Farmaci antinfiammatori non steroideie acido acetilsalicilico: deve essere prevista una possibile riduzionedell'effetto antipertensivo di Ramipril Eurogenerici. Inoltre, una terapia concomitante con ACE inibitori e FANS puo' portare a un aumentato rischio di peggioramento della funzionalita' renale e a un aumento della kaliemia. Inibitori di mTOR o inibitori di DPP-IV vildagliptin: un aumento del rischio di angioedema e' possibile nei pazienti che assumono farmaci concomitanti come gli inibitori mTOR (ad es. temsirolimus, everolimus, sirolimus) o l'inibitore di DPP-IV vildagliptin. Prestare attenzione quando si inizia la terapia.
POSOLOGIA
Adulti. Pazienti in trattamento con un diuretico. Dopo l'inizio del trattamento si puo' verificare ipotensione piu' probabile in pazienti trattati contemporaneamente con un diuretico. Per questi pazienti e' raccomandata cautela perche' possono presentare deplezione di volume plasmatico e/o di sali. Il diuretico deve essere sospeso 2 o 3 giorni prima dell'inizio della terapia. Nei pazienti ipertesi nei quali il diuretico non e' stato sospeso la terapia con il farmaco deve essere iniziata con la dose di 1,25 mg. Monitorare la funzionalita' renale e il potassio sierico. Il dosaggio successivo deve essere aggiustato in base alvalore di pressione arteriosa che si vuole raggiungere. Ipertensione.Individualizzare dose in accordo con il profilo del paziente ed il controllo della pressione arteriosa. Il farmaco puo' essere usato in monoterapia o in combinazione con altre classi di farmaci antipertensivi.Il trattamento deve essere iniziato gradualmente con una dose iniziale di 2,5 mg al giorno. Pazienti con una iperattivazione del sistema renina-angiotensinaaldosterone possono presentare un calo eccessivo della pressione arteriosa dopo l'assunzione della dose iniziale. Si raccomanda una dose iniziale di 1,25 mg e sotto il controllo del medico. Ladose puo' essere raddoppiata a intervalli di 2-4 settimane in modo daraggiungere progressivamente il valore di pressione arteriosa richiesto; la dose massima e' di 10 mg al giorno. La dose viene di solito assunta una volta al giorno. Prevenzione cardiovascolare. La dose inizialeraccomandata e' di 2,5 mg una volta al giorno. Il dosaggio deve essere gradualmente incrementato sulla base della tollerabilita' del paziente al principio attivo. Si raccomanda di raddoppiare la dose dopo unao due settimane di trattamento e - dopo due o tre ulteriori settimane- di incrementarla fino al raggiungimento della dose target di mantenimento di 10 mg una volta al giorno. Trattamento delle patologie renaliIn pazienti con diabete e microalbuminuria. Dose iniziale. La dose iniziale raccomandata e' di 1,25 mg una volta al giorno. Titolazione e dose di mantenimento. Il dosaggio deve essere gradualmente incrementatosulla base della tollerabilita' del paziente al principio attivo. Siraccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 2,5 mg dopo due settimane e dopo due settimane ulteriori a 5 mg. In pazienti con diabete e almeno un fattore di rischio cardiovascolare. Dose iniziale. Ladose iniziale raccomandata e' 2,5 mg una volta al giorno. Titolazionee dose di mantenimento. Il dosaggio deve essere gradualmente incrementato nel paziente sulla base della tollerabilita' del principio attivo. Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 5 mg dopouna o due settimane e quindi a 10 mg dopo due o tre settimane ulteriori. La dose giornaliera target e' 10 mg. In pazienti con nefropatia non diabetica, definita da macroproteinuria >= 3g/die Dose iniziale. Ladose iniziale raccomandata e' 1,25 mg una volta al giorno. Titolazionee dose di mantenimento. Il dosaggio deve essere gradualmente incrementato sulla base della tollerabilita' del paziente al principio attivo.Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 2,5 mg dopo due settimane e quindi a 5 mg dopo due settimane ulteriori. Insufficienza cardiaca sintomatica. Dose iniziale. In pazienti stabilizzati con terapia diuretica, la dose iniziale raccomandata e' 1,25 mg al giorno. Titolazione e dose di mantenimento. Il farmaco deve essere titolatomediante il raddoppio della dose ogni una o due settimane fino ad unadose massima giornaliera di 10 mg. Sono preferibili due somministrazioni al giorno. Prevenzione secondaria in pazienti con pregresso infarto miocardico acuto e con insufficienza cardiaca. Dose iniziale Dopo 48ore dall'infarto del miocardio, in pazienti clinicamente ed emodinamicamente stabili, la dose iniziale e' 2,5 mg due volte al giorno per tre giorni. Se la dose iniziale da 2,5 mg non e' tollerata, deve esseresomministrata una dose da 1,25 mg due volte al giorno per due giorni prima di aumentarla a 2,5 mg e a 5 mg due volte al giorno. Se la dose non puo' essere aumentata a 2,5 mg due volte al giorno il trattamento deve essere interrotto. Vedere anche la posologia descritta sopra per ipazienti trattati con un diuretico. Titolazione e dose di mantenimento. La dose giornaliera e' successivamente aumentata raddoppiandola adintervalli da uno a tre giorni fino alla dose di mantenimento di 5 mgdue volte al giorno. Quando possibile, la dose di mantenimento viene suddivisa in due somministrazioni al giorno. Se la dose non puo' essereaumentata a 2,5 mg due volte al giorno il trattamento deve essere interrotto. Non esiste ancora un'esperienza sufficiente nel trattamento di pazienti con un'insufficienza cardiaca grave (NYHA IV) immediatamente dopo infarto del miocardio. Se si decide di trattare questi pazientisi raccomanda di iniziare la terapia con una dose da 1,25 mg una volta al giorno e di esercitare particolare cautela in ogni incremento didose. Popolazioni speciali. Danno renale. La dose giornaliera in pazienti con danno renale deve essere basata sulla clearance della creatinina: se la clearance della creatinina e' >= 60 ml/min, non e' necessario aggiustare la dose iniziale (2,5 mg/die); la dose massima giornaliera e' di 10 mg; se la clearance della creatinina e' compresa tra 30-60ml/min non e' necessario aggiustare la dose iniziale (2,5 mg/die); ladose massima giornaliera e' di 5 mg; se la clearance della creatininae' compresa tra 10-30 ml/min, la dose iniziale e' 1,25 mg/die e la dose massima giornaliera e' di 5 mg; in pazienti ipertesi in emodialisi ramipril e' scarsamente dializzabile; la dose iniziale e' 1,25 mg/die ela dose massima giornaliera e' di 5 mg; il medicinale deve essere somministrato poche ore dopo l'effettuazione della dialisi. Ridotta funzionalita' epatica. Nei pazienti con insufficienza epatica il trattamento deve essere iniziato solo sotto stretto controllo medico e la dose massima giornaliera e' 2,5 mg. Anziani. La dose iniziale deve essere lapiu' bassa e la successiva titolazione deve essere molto graduale a causa della maggiore probabilita' di effetti indesiderati in particolare in pazienti molto anziani o debilitati. Deve essere presa in considerazione una dose iniziale ridotta di ramipril di 1,25 mg. Popolazionepediatrica. La sicurezza e l'efficacia di ramipril nei bambini non sono ancora state stabilite. Non possono essere fatte raccomandazioni sulla posologia. Modo di somministrazione. Uso orale. Si raccomanda che il farmaco venga assunto ogni giorno alla stessa ora. Il farmaco puo' essere assunto prima, durante o dopo i pasti, perche' l'assunzione di cibo non modifica la sua biodisponibilita'. Il farmaco deve essere deglutito con un liquido e non deve essere masticato o sbriciolato.
PRINCIPI ATTIVI
Una compressa contiene 2,5 mg o 5 mg o 10 mg di ramipril.