AVVERTENZE
Le persone che assumono il farmaco per la profilassi o il trattamento della malaria e vomitano entro un'ora dalla somministrazione, devono assumerne una seconda dose. Nel caso di diarrea, deve essere continuata la normale somministrazione. L'assorbimento di atovaquone puo' essere ridotto in pazienti con diarrea o vomito, ma queste condizioni non sono state associate ad una ridotta efficacia negli studi clinici. Tuttavia, i soggetti con diarrea o vomito devono essere avvertiti di continuare con le misure di prevenzione della malaria attraverso il rispetto delle misure personali di protezione (insetticidi, zanzariere). Nei pazienti con malaria acuta che manifestano diarrea o vomito, deve essere presa in considerazione una terapia alternativa. Se il farmaco viene impiegato per trattare la malaria in questi pazienti, devono essere strettamente controllate la parassitemia e le condizioni cliniche del paziente. Il medicinale non e' stato valutato per il trattamento della malaria cerebrale o altre gravi manifestazioni della malaria con complicanze, compresi la iperparassitemia, l'edema polmonare o l'insufficienza renale. Occasionalmente sono state riportate reazioni allergiche gravi (inclusa anafilassi). Se i pazienti vanno incontro ad una reazione allergica l'assunzione del medicinale deve essere immediatamente interrotta e si deve iniziare un appropriato trattamento. Il farmaco ha mostrato di non avere efficacia contro gli ipnozoiti del Plasmodium vivax poiche' si sono verificate comunemente recidive quando la malaria da P. vivax e' stata trattata con il solo farmaco. I viaggiatori che sono esposti in maniera intensa al P. vivax o al P. ovale e quelli che sviluppano la malaria causata da entrambi i parassiti, richiederanno un trattamento addizionale con un farmaco che e' attivo contro gli ipnozoiti. Nel caso di infezioni causate dal P. falciparum che riacutizzano dopo il trattamento con le compresse o nel caso di fallimento della chemioprofilassi dopo il trattamento con la formulazione per bambini, i pazienti devono essere trattati con un diverso agente schizonticida ematico poiche' tali eventi possono riflettere una resistenza del parassita. La parassitemia deve essere attentamente controllata in pazienti che ricevono un trattamento concomitante con tetraciclina. La combinazione con efavirenz o con inibitori della proteasi potenziati deve essere evitata quando possibile. L'associazione con rifampicina o rifabutina non e' raccomandata. L'uso concomitante di metoclopramide non e' raccomandato. Deve essere somministrato un altro trattamento antiemetico. Si consiglia cautela quando si inizia o si sospende la profilassi o il trattamento della malaria nei pazienti in trattamento continuo con warfarin o con altri anticoagulanti a base cumarinica. Atovaquone puo' aumentare i livelli di etoposide e del suo metabolita. Nei pazienti con grave compromissione renale (CLcr <30 mL/min) devono essere raccomandate, ove sia possibile, alternative terapeutiche nel trattamento della malaria da P. falciparum in fase acuta. Non sono state stabilite l'efficacia e la sicurezza del medicinale Bambini per la profilassi della malaria in bambini che hanno un peso corporeo inferiore agli 11 kg e nel trattamento della malaria in bambini che hanno un peso corporeo inferiore ai 5 kg. La formulazione per non e' indicata nel trattamento della malaria acuta non complicata da P. falciparum in soggetti con peso corporeo pari a 11-40 Kg. In questi individui devono essere utilizzate le compresse (atovaquone 250 mg/proguanile cloridrato 100 mg compresse).
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antimalarici.
CONSERVAZIONE
Questo prodotto medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti; profilassi della malaria da P. falciparum in pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale (clearance della creatinina <30 mL/min).
DENOMINAZIONE
MALARONE BAMBINI 62,5 MG/25 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
ECCIPIENTI
Nucleo: polossamero 188; cellulosa microcristallina; idrossipropilcellulosa a basso grado di sostituzione; povidone K 30; sodio amido glicolato (Tipo A); magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa; titanio diossido E171; ossido di ferro rosso E172; macrogol 400; polietilenglicole 8000.
EFFETTI INDESIDERATI
Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: anemia, neutropenia; non nota: pancitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Comune: reazioni allergiche; non nota: angioedema, anafilassi, vasculite. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: iponatriemia, anoressia; non comune: livelli elevati di amilasi. Disturbi psichiatrici. Comune: sogni anomali, depressione; non comune: ansia; raro: allucinazioni; non nota: attacco di panico, pianto, incubi, disturbi psicotici. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; comune: insonnia, vertigini; non nota: convulsioni. Patologie cardiache. Non comune: palpitazioni; non nota: tachicardia. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, vomito, diarrea, dolore addominale; non comune: stomatite; non nota: intolleranza gastrica, ulcerazioni orali. Patologie epatobiliari. Comune: livelli elevati degli enzimi epatici; non nota: epatite, colestasi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: prurito, rash; non comune: perdita di capelli, orticaria; non nota: sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, vescicole, esfoliazione cutanea, reazioni di fotosensibilita'. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: febbre. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l'Agenzia Italiana del Farmaco.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non e' stata stabilita la sicurezza dell'atovaquone e del proguanile cloridrato somministrati contemporaneamente durante la gravidanza nella specie umana e quindi il potenziale rischio e' sconosciuto. Gli studi negli animali non hanno mostrato alcuna evidenza di teratogenicita' della associazione. I singoli componenti non hanno mostrato alcun effetto sul parto o sullo sviluppo pre- e post-natale. Si e' riscontrata tossicita' materna nelle coniglie gravide durante uno studio di teratogenesi. L'uso in gravidanza deve essere considerato solo se il beneficio atteso per la madre supera ogni potenziale rischio per il feto. Il proguanile agisce inibendo la diidrofolato reduttasi del parassita. Non ci sono dati clinici indicativi che un'integrazione di folato determini la diminuzione dell'efficacia del farmaco. Per le donne in eta' fertile che assumano integrazioni di folati per prevenire difetti del tubo neurale nei nascituri, tali integrazioni devono essere continuate durante l'assunzione del farmaco. In uno studio sui ratti, le concentrazioni di atovaquone nel latte risultavano pari al 30% delle corrispondenti concentrazioni plasmatiche materne. Non e' noto se l'atovaquone sia escreto nel latte materno nella specie umana. Il proguanile e' escreto nel latte materno umano in piccole quantita'. Il medicinale non deve essere assunto dalle donne che allattano al seno.
INDICAZIONI
Profilassi della malaria da Plasmodium falciparum in soggetti di peso pari a 11-40 Kg; trattamento della malaria acuta, non complicata da P. falciparum in bambini di peso >=5 kg e <11 kg. Il medicinale puo' essere efficace contro il P. falciparum resistente ad uno o piu' degli altri agenti antimalarici. Di conseguenza, puo' essere particolarmente adatto per la profilassi e nel trattamento contro le infezioni da P. falciparum in quelle aree dove tale specie e' notoriamente resistente ad uno o piu' degli altri agenti antimalarici e anche per il trattamento di pazienti che sono stati infettati da P. falciparum nelle stesse aree. Si devono prendere in considerazione le linee guida ufficiali e le informazioni locali sulla prevalenza delle resistenze ai farmaci antimalarici. Le linee guida ufficiali includono generalmente quelle pubblicate dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' e le linee guida delle autorita' sanitarie.
INTERAZIONI
La somministrazione concomitante di rifampicina o rifabutina non e' raccomandata in quanto e' noto che esse riducono le concentrazioni plasmatiche dei livelli di atovaquone rispettivamente del 50% e del 34%. Il trattamento concomitante con metoclopramide e' stato associato a una significativa diminuzione (circa 50%) delle concentrazioni plasmatiche di atovaquone. Deve essere somministrato un altro trattamento antiemetico. Nonostante alcuni bambini abbiano ricevuto il farmaco contemporaneamente a metoclopramide e nonostante gli studi clinici non abbiano evidenziato una diminuzione della protezione contro la malaria, non puo' essere esclusa la possibilita' di una interazione farmacologica clinicamente significativa. E' stato osservato che le concentrazioni di atovaquone, quando somministrato con efavirenz o inibitori della proteasi potenziati, diminuiscono fino al 75%. Questa combinazione deve essere evitata quando possibile. Il proguanile puo' potenziare l'effetto del warfarin e di altri anticoagulanti cumarinici, con conseguente aumento del rischio di emorragia. Il meccanismo di questa potenziale interazione farmacologica non e' stato stabilito. Si raccomanda cautela quando si inizia o si interrompe la profilassi della malaria o il trattamento con atovaquone-proguanile in pazienti sottoposti a trattamento continuo con anticoagulanti orali. Puo' essere necessario aggiustare la dose dell'anticoaugulante orale durante il trattamento o dopo la sua interruzione, in base ai risultati del tempo di protrombina (INR = International Normalized Ratio). Il trattamento concomitante con tetraciclina e' stato associato ad una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di atovaquone. E' stato dimostrato che la co-somministrazione di atovaquone a dosi di 45 mg/kg/die in bambini (n = 9) con leucemia linfoblastica acuta per la profilassi di PCP aumenta le concentrazioni plasmatiche (AUC) di etoposide e del suo metabolita catecol etoposide di una mediana del 8,6% (P = 0,055) e del 28,4% (P = 0,031) (confrontate rispettivamente con la co-somministrazione di etoposide e sulfametossazolo-trimetoprim). Deve essere usata prudenza nei pazienti sottoposti a terapia concomitante con etoposide. Il proguanile viene metabolizzato principalmente da CYP2C19. Tuttavia, potenziali interazioni farmacocinetiche con altri substrati, inibitori (es. moclobemide, fluvoxamina) o induttori (es. artemisinina, carbamazepina) di CYP2C19 sono sconosciute.
POSOLOGIA
La dose giornaliera deve essere assunta in un'unica somministrazione giornaliera con il cibo o con una bevanda a base di latte (per garantire il massimo assorbimento) alla stessa ora ogni giorno. Se i pazienti non sono in grado di assumere il cibo, si deve somministrare il farmaco, ma l'esposizione sistemica di atovaquone sara' ridotta. Nel caso si verifichi vomito entro un'ora dalla somministrazione, una seconda dose deve essere assunta. Il medicinale deve preferibilmente essere ingerito intero. Nel caso venissero riscontrate difficolta' nella somministrazione ai bambini piccoli, le compresse possono essere frantumate e mescolate con del cibo o con una bevanda a base di latte appena prima della somministrazione. Il dosaggio per la profilassi e il trattamento della malaria acuta, non complicata da P. falciparum nei bambini si basa sul loro peso corporeo. Profilassi. Peso pari a 11-20 Kg: 62,5 mg/die di atovaquone e 25 mg/die di proguanile (una compressa); peso pari a 21-30 Kg: 125 mg/die di atovaquone e 50 mg/die di proguanile (due compresse); peso pari a 31-40 Kg: 187,5 mg/die di atovaquone e 75 mg/die di proguanile (tre compresse); peso >40 Kg: 250 mg/die di atovaquone e 100 mg/die di proguanile (assumere una compressa della formulazione per adulti). Non sono state valutate la sicurezza e l'efficacia nella profilassi della malaria in bambini con peso <11 Kg. La profilassi deve: iniziare 24 o 48 ore prima di entrare in un'area in cui la malaria sia endemica; continuare durante il periodo di permanenza; continuare per 7 giorni dopo aver lasciato l'area. Nei residenti nelle aree endemiche (soggetti semi-immuni), la sicurezza e l'efficacia sono state dimostrate negli studi della durata fino a 12 settimane. In soggetti non-immuni, la durata media dell'esposizione in studi clinici e' stata di 27 giorni. Trattamento. Peso pari a 5-8 Kg: 125 mg/die di atovaquone e 50 mg/die di proguanile (due compresse/die per tre giorni consecutivi); peso pari a 9-10 Kg: 187,5 mg/die di atovaquone e 75 mg/die di proguanile (tre compresse/die per tre giorni consecutivi); peso >=11 Kg: assumere la formulazione per adulti. Non sono state valutate la sicurezza e l'efficacia per il trattamento della malaria in bambini con peso <5 Kg. Per gli individui con un peso >=11 kg, la prima scelta per il trattamento della malaria acuta, non complicata da P. falciparum e' la formulazione per adulti (250/100 mg), che ha un dosaggio quattro volte superiore rispetto a quella per i bambini. La formulazione per bambini puo' essere utilizzata nei casi in cui quella per adulti non sia disponibile. Ridotta funzionalita' epatica: non ci sono studi in bambini con ridotta funzionalita' epatica. Tuttavia, uno studio di farmacocinetica condotto sugli adulti indica che non e' necessaria alcuna modifica del dosaggio nei pazienti con compromissione della funzionalita' epatica da lieve a moderata. Benche' non siano stati condotti studi in pazienti con grave compromissione della funzionalita' epatica, non si prevedono speciali precauzioni o aggiustamenti del dosaggio. Ridotta funzionalita' renale: non ci sono studi in bambini con ridotta funzionalita' renale. Tuttavia, studi di farmacocinetica negli adulti indicano che non e' necessaria alcuna modifica del dosaggio nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata. Data la carenza di informazioni relative all'appropriatezza del dosaggio, il farmaco e' controindicato nella profilassi della malaria in adulti e bambini con insufficienza renale grave (CLcr <30 mL/min).
PRINCIPI ATTIVI
Atovaquone 62,5 mg e proguanile cloridrato 25 mg.