Passa al contenuto principale
Logo
EXELON*30CER 4,6MG/24H

EXELON*30CER 4,6MG/24H

NOVARTIS FARMA SpA
minsan: 034078168

Vai alla descrizione prodotto

 Bassa disponibilità

€108,19


-
+
Acquista

AVVERTENZE
L'incidenza e la gravita' delle reazioni avverse generalmente aumenta con le dosi piu' alte, in particolare quando il dosaggio viene variato. Se si interrompe il trattamento per parecchi giorni, si deve riprendere la terapia con 4,6 mg/24 ore. Disturbi gastrointestinali quali nausea e vomito sono dose-dipendenti e si possono verificare all'inizio del trattamento e/o in occasione di incrementi posologici. I pazienti con malattia di Alzheimer possono perdere peso con l'assunzione di inibitori delle colinesterasi, rivastigmina compresa. Durante la terapia il peso corporeo dei pazienti deve essere controllato. Si deve prestare attenzione nel prescrivere il farmaco: a pazienti con sindrome del nodo del seno o disturbi della conduzione (blocco seno-atriale, blocco atrio-ventricolare); a pazienti con ulcera gastrica o duodenale in fase attiva o a pazienti predisposti a queste condizioni, in quanto la rivastigmina puo' provocare un aumento delle secrezioni gastriche; a pazienti predisposti a ostruzioni urinarie e crisi convulsive in quanto i colinomimetici possono causare o aggravare queste patologie; a pazienti con anamnesi di asma o broncopneumopatia ostruttiva. La rivastigmina puo' aggravare o indurre sintomi extrapiramidali. Evitare il contatto con gli occhi dopo aver maneggiato i cerotti. I pazienti con peso corporeo inferiore a 50 kg possono manifestare piu' reazioni avverse e possono essere piu' facilmente costretti ad interrompere il trattamento a causa di reazioni avverse. I pazienti con insufficienza epatica clinicamente significativa possono manifestare piu' reazioni avverse.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Anticolinesterasici.
CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Tenere il cerotto transdermico nella bustina fino al momento dell'utilizzo.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo, ad altri derivati del carbammato o ad uno qualsiasi degli eccipienti utilizzati nella formulazione.
DENOMINAZIONE
EXELON cerotti transermici 4,6 mg/24 h
ECCIPIENTI
Film di copertura: film di polietilene tereftalato, laccato. Matrice con principio attivo: alfa-tocoferolo, poli(butilmetacrilato, metil-metacrilato), copolimero acrilico. Matrice adesiva: alfa-tocoferolo, olio di silicone, dimeticone. Lamina di rilascio: film di poliestere, rivestito da fluoropolimero.
EFFETTI INDESIDERATI
>>Studi clinici in pazienti con demenza di Alzheimer trattati con i cerotti transdermici alla dose ottimale di 9,5 mg/24 ore (4,6 mg/24 ore titolata a 9,5 mg/24 ore) in uno specifico studio clinico di 24 settimane, in doppio cieco, controllato vs. placebo e vs. attivo. Infezioni e infestazioni. Comune (>=1/100; <1/10): infezioni del tratto urinario. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: anoressia. Disturbi psichiatrici. Comune: ansieta', depressione, delirio. Non nota: allucinazioni. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, sincope. Molto raro (<1/10.000): sintomi extrapiramidali. Patologie cardiache. Non comune (>=1/1.000; <1/100): bradicardia. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolore addominale. Non comune: ulcera gastrica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazioni cutanee al sito di applicazione (es. eritema al sito di applicazione, prurito al sito di applicazione, edema al sito di applicazione, dermatite al sito di applicazione, irritazione al sito di applicazione), condizioni asteniche (es. affaticamento, astenia), piressia, calo ponderale. Quando, nello studio sopra menzionato, sono state usate dosi superiori a 9,5 mg/24 ore, si sono osservati capogiri, insonnia, agitazione, calo dell'appetito, fibrillazione atriale ed insufficienza cardiaca piu' frequentemente che con 9,5 mg/24 ore o placebo, suggerendo una relazione dose-effetto. Comunque, con i cerotti 9,5 mg/24 ore questi eventi non si sono verificati ad una frequenza superiore rispetto al placebo. >>Post-marketing. Poiche' queste reazioni avverse sono segnalate spontaneamente da una popolazione di dimensione non ben definita, non e' possibile stimarne la frequenza in modo attendibile. Patologie del sistema nervoso. Non nota: peggioramento della malattia di Parkinson, convulsioni. Patologie cardiache. Non nota: blocco atrioventricolare, fibrillazione atriale, tachicardia. Patologie vascolari. Non nota: ipertensione. Patologie gastrointestinali. Non nota: pancreatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non nota: prurito, rash, eritema, orticaria, vesciche, dermatite allergica. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: cadute, reazioni al sito di applicazione (quali eritema, prurito, irritazione, rash, vesciche). Le seguenti reazioni avverse sono state osservate solo con le capsule e soluzione orale e non negli studi clinici con i cerotti 9,5 mg/24 ore: capogiri (molto comune); agitazione, sonnolenza, malessere, tremore, confusione, aumento della sudorazione (comune); insonnia, cadute accidentali, innalzamento dei valori di funzionalita' epatica (non comune); crisi convulsive, ulcere duodenali, angina pectoris (raro); aritmia cardica (es. blocco atrio-ventricolare, fibrillazione atriale e tachicardia), ipertensione, pancreatite, emorragia gastrointestinale, allucinazioni (molto raro); alcuni casi di vomito grave sono stati associati a rottura esofagea (frequenza non nota). Irritazione cutanea: il sintomo osservato piu' comunemente e' stato l'eritema, che scompariva entro 24 ore nella grande maggioranza dei pazienti.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non sono disponibili dati clinici relativi all'esposizione in gravidanza. Non sono stati osservati effetti sulla fertilita' o sullo sviluppo embriofetale in ratti e conigli, ad eccezione delle dosi alle quali si e' manifestata tossicita' nella madre. In studi peri/postnatali nel ratto, e' stato osservato un aumento del tempo di gestazione. Rivastigmina non deve essere usata durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessita'. Negli animali, la rivastigmina viene escreta nel latte. Non e' noto se la rivastigmina sia escreta nel latte umano e quindi le donne trattate con rivastigmina non devono allattare.
INDICAZIONI
Trattamento sintomatico della demenza di tipo Alzheimer da lieve a moderatamente grave.
INTERAZIONI
Non sono stati effettuati studi di interazione specifici. Essendo un inibitore della colinesterasi, la rivastigmina puo' aumentare gli effetti dei miorilassanti di tipo succinilcolinico durante l'anestesia. Si raccomanda cautela nella scelta degli anestetici. Se necessario, si possono prendere in considerazione aggiustamenti della dose o la sospensione temporanea del trattamento. Per i suoi effetti farmacodinamici, la rivastigmina non va somministrata in associazione con altre sostanze colinomimetiche; essa puo' interferire con l'attivita' di medicinali anticolinergici. In studi su volontari sani nessuna interazione farmacocinetica e' stata osservata fra rivastigmina somministrata per via orale e digossina, warfarin, diazepam o fluoxetina. L'aumento del tempo di protrombina indotto da warfarin non e' modificato dalla somministrazione per via orale di rivastigmina. Con la somministrazione concomitante di digossina e rivastigmina per via orale non sono stati osservati effetti indesiderati sulla conduzione cardiaca. La somministrazione contemporanea di rivastigmina e di medicinali comunemente prescritti, quali antiacidi, antiemetici, antidiabetici, antipertensivi ad azione centrale, betabloccanti, calcioantagonisti, agenti inotropi, antianginosi, antiinfiammatori non steroidei, estrogeni, analgesici, benzodiazepine ed antistaminici, non e' stata associata ad un'alterazione della cinetica della rivastigmina o ad un aumentato rischio di effetti indesiderati clinicamente rilevanti. Considerando il suo metabolismo, appaiono improbabili interazioni farmacometaboliche con altri medicinali, sebbene la rivastigmina possa inibire il metabolismo di altre sostanze mediato dalle butirrilcolinesterasi.
POSOLOGIA
Si inizia il trattamento con 4,6 mg/24 ore. Dopo un minimo di quattro settimane di trattamento e se, a giudizio del medico curante, la dose risulta ben tollerata, questa deve essere aumentata a 9,5 mg/24 ore, che e' la dose efficace raccomandata. La dose giornaliera di mantenimento e' 9,5 mg/24 ore, che puo' essere continuata fino a quando al paziente ne deriva un beneficio terapeutico. Se si osservano reazioni avverse gastrointestinali, il trattamento deve essere temporaneamente interrotto fino a quando queste reazioni avverse si risolvono. Il trattamento con i cerotti transdermici puo' essere ripreso alla stessa dose se non e' stato sospeso per parecchi giorni. In caso contrario, il trattamento deve essere iniziato di nuovo con 4,6 mg/24 ore. Sulla base dei dati di esposizione comparativa tra rivastigmina orale e transdermica, i pazienti trattati le capsule o soluzione orale possono passare ai cerotti transdermici nel seguente modo: un paziente che riceve una dose di 3 mg/die di rivastigmina per via orale puo' passare ai cerotti transdermici da 4,6 mg/24 ore. Un paziente che riceve una dose di 6 mg/die di rivastigmina per via orale puo' passare ai cerotti transdermici da 4,6 mg/24 ore. Un paziente che riceve una dose stabile e ben tollerata di 9 mg/die di rivastigmina per via orale puo' passare ai cerotti transdermici da 9,5 mg/24 ore. Se la dose orale di 9 mg/die non e' stabile e ben tollerata, si raccomanda di passare ai cerotti transdermici da 4,6 mg/24 ore. Un paziente che riceve una dose di 12 mg/die di rivastigmina per via orale puo' passare ai cerotti transdermici da 9,5 mg/24 ore. Dopo il passaggio ai cerotti transdermici da 4,6 mg/24 ore, se questi risultano ben tollerati dopo un minimo di quattro settimane di trattamento, la dose di 4,6 mg/24 ore puo' essere aumentata a 9,5 mg/24 ore, che e' la dose effettiva raccomandata. Si raccomanda di applicare il primo cerotto transdermico il giorno successivo alla somministrazione dell'ultima dose per via orale. I cerotti transdermici devono essere applicati una volta al giorno su una parte pulita, asciutta, priva di peli, intatta e sana della cute della schiena (parte superiore o inferiore), della parte superiore del braccio o del torace, in una posizione in cui non sfreghi contro abiti stretti. Non si raccomanda l'applicazione del cerotto transdermico alla coscia o all'addome a causa della ridotta biodisponibilita' della rivastigmina osservata quando il cerotto transdermico e' applicato a queste aree del corpo. Non deve essere applicato su cute arrossata, irritata o con ferite. Per minimizzare i rischi potenziali di irritazione cutanea, per 14 giorni deve essere evitata la riapplicazione nello stesso punto. Premere con decisione il cerotto transdermico fino a quando i margini aderiscono bene. Il cerotto puo' essere usato nella vita quotidiana, compreso durante il bagno e quando fa caldo. Deve essere sostituito con uno nuovo ogni 24 ore. Si deve applicare un solo cerotto transdermico alla volta. Il cerotto non deve essere tagliato a pezzi. Non sono necessari aggiustamenti posologici nei pazienti con insufficienza renale. L'uso di rivastigmina non e' raccomandato nei bambini e negli adolescenti.
PRINCIPI ATTIVI
Rivastigmina.

  • Ritiro in Farmacia Spedizione Gratuita

Form Contatti

inserisci i tuoi dati
inserisci la tua richiesta
compila captcha e informativa privacy