AVVERTENZE
Sono state segnalate reazioni avverse cutanee, che generalmente si sono verificate entro le prime otto settimane. La maggioranza dei casi dieruzione cutanea sono di lieve entita' ed autolimitanti, tuttavia sono state anche segnalate eruzioni cutanee gravi che hanno richiesto ospedalizzazione e l'interruzione del trattamento con lamotrigina. Il rischio di eruzione cutanea grave e' maggiore nei bambini rispetto agli adulti. Nei bambini la manifestazione iniziale di un'eruzione cutanea puo' essere scambiata per un'infezione, il medico deve prendere in considerazione la possibilita' di una reazione al trattamento con lamotrigina in bambini che sviluppino sintomi di eruzione cutanea e febbre durante le prime otto settimane di terapia. Inoltre il rischio complessivo di eruzione cutanea appare essere fortemente associato con: elevatedosi iniziali di lamotrigina; uso concomitante di valproato. Tutti i pazienti (adulti e bambini) che manifestino eruzione cutanea devono essere prontamente valutati e il farmaco sospeso immediatamente a meno che l'eruzione cutanea sia chiaramente non correlata al trattamento conlamotrigina. Si raccomanda che la somministrazione non venga ripresa nei pazienti che l'avevano interrotta a causa di eruzione cutanea associata ad un precedente trattamento con lamotrigina. Se il paziente ha sviluppato SJS, TEN o DRESS con l'uso di lamotrigina, in questo paziente il trattamento con lamotrigina non deve in alcun momento essere iniziato di nuovo. E' stata anche segnalata eruzione cutanea nel contestodi una sindrome di ipersensibilita' associata con un insieme variabiledi sintomi sistemici, quali febbre, linfoadenopatia, edema facciale,alterazione dei parametri ematologici ed epatici e meningite asetticaLa lamotrigina non deve essere iniziata di nuovo nei pazienti che hanno interrotto il trattamento a causa di meningite asettica associata alprecedente trattamento con lamotrigina. In pazienti trattati con medicinali antiepilettici per varie indicazioni, sono stati segnalati ideee comportamenti suicidi. Pertanto i pazienti devono essere monitoratiper segni di idee e comportamenti suicidi e deve essere preso in considerazione un trattamento appropriato. Nei pazienti con disturbo bipolare puo' comparire un peggioramento dei sintomi depressivi e/o la comparsa di tendenza al suicidio. Devono essere strettamente controllati per il peggioramento del quadro clinico e la tendenza al suicidio, soprattutto all'inizio di un ciclo di trattamento o al momento di modifiche posologiche. Si deve prendere in considerazione la modifica del regime terapeutico, inclusa la possibilita' di sospendere il medicinale. Contraccettivi ormonali. Effetti dei contraccettivi ormonali sulla efficacia della lamotrigina. L'uso di una combinazione di etinilestradiolo/levonorgestrel aumenta la clearance della lamotrigina di circa due volte, dando luogo ad una riduzione dei livelli plasmatici di lamotrigina. Nelle donne che non assumono gia' medicinali induttori della glucuronazione della lamotrigina e che assumono un contraccettivo ormonale che prevede una settimana di trattamento inattivo, si possono presentare graduali aumenti transitori dei livelli plasmatici di lamotrigina durante la settimana di sospensione del trattamento. Variazioni dei livelli di lamotrigina di tale entita' possono essere associate ad effettiavversi. L'impatto di tali modifiche sull'attivita' ovulatoria ovarica non e' noto. Tuttavia non si puo' escludere la possibilita' che talimodifiche comportino una diminuzione della efficacia contraccettiva in alcune pazienti che assumono preparazioni ormonali in concomitanza con lamotrigina. Pertanto le pazienti devono essere avvertite di riferire immediatamente eventuali modificazioni del ciclo mestruale, quali perdite ematiche improvvise. Diidrofolato reduttasi. Poiche' la lamotrigina e' un debole inibitore della diidrofolato reduttasi, e' possibileuna interferenza con il metabolismo dei folati durante la terapia a lungo termine. Tuttavia, trattamenti prolungati con lamotrigina non hanno evidenziato significativi cambiamenti della concentrazione dell'emoglobina, del volume corpuscolare medio e delle concentrazioni siericheed intraeritrocitarie dei folati fino ad un anno o intraeritrocitariedei folati fino a 5 anni. Insufficienza renale Negli studi in dose singola in soggetti con insufficienza renale allo stadio terminale, le concentrazioni plasmatiche di lamotrigina non sono risultate alterate in maniera significativa. Tuttavia, poiche' ci si deve attendere un accumulo del metabolita glucuronide, si raccomanda di usare cautela nel trattamento di pazienti con insufficienza renale. Pazienti che assumonoaltre preparazioni contenenti lamotrigina. Il farmaco non deve esseresomministrato a pazienti in corso di trattamento con qualsiasi altrapreparazione contenente lamotrigina senza prima aver consultato il medico. Sviluppo nei bambini. Non vi sono dati sull'effetto della lamotrigina sulla crescita, sulla maturazione sessuale e sullo sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale nei bambini. Precauzioni relative all'epilessia Come per altri medicinali antiepilettici, l'improvvisa sospensione del farmaco puo' provocare crisi convulsive da rimbalzo. Ad esclusione dei casi in cui sia necessaria una immediata sospensione per motivi di sicurezza (ad esempio eruzione cutanea) la dose di Lamotrigina Sandoz deve essere ridotta gradualmente nel giro di due settimane. Sono segnalati in letteratura casi nei quali crisi convulsive gravi, incluso lo stato epilettico, possono portare a rabdomiolisi, disfunzionemultiorgano e coagulazione intravascolare disseminata, talvolta con esito fatale. Casi simili si sono verificati in concomitanza con l'utilizzo di lamotrigina. Puo' essere osservato un peggioramento clinicamente significativo della frequenza delle crisi convulsive anziche' un miglioramento. In pazienti con piu' di un tipo di crisi convulsiva, il beneficio osservato nel controllo di un tipo di crisi deve essere valutato in confronto a qualsiasi peggioramento osservato in un altro tipodi crisi convulsiva. Le crisi miocloniche possono essere aggravate dalla lamotrigina. I dati suggeriscono che la risposta ad una associazione contenente induttori enzimatici sia inferiore alla risposta ad una associazione contenente agenti antiepilettici non induttori enzimatici.La causa non e' chiara. Nei bambini che assumono la lamotrigina per il trattamento di assenze epilettiche tipiche, l'efficacia puo' non essere mantenuta in tutti i pazienti. Precauzioni relative al disturbo bipolare. Bambini e adolescenti di eta' inferiore a 18 anni. Il trattamento con antidepressivi e' associato ad un aumento del rischio di ideee comportamenti suicidi in bambini e adolescenti affetti da disturbi depressivi maggiori ed altri disturbi psichiatrici.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Altri antiepilettici.
CONSERVAZIONE
Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
DENOMINAZIONE
LAMOTRIGINA SANDOZ COMPRESSE DISPERSIBILI
ECCIPIENTI
Compresse dispersibili da 5, 25, 50, 100 e 200 mg: calcio carbonato, sorbitolo, cellulosa microcristallina, crospovidone, amido di mais, talco, aroma ribes nero, saccarina sodica, sodio stearil fumarato, silicecolloidale anidra.
EFFETTI INDESIDERATI
Gli effetti indesiderati relativi all'epilessia ed al disturbo bipolare sono basati sui dati disponibili da studi clinici controllati e altre esperienze cliniche sono elencati di seguito. Quando, tra i dati degli studi clinici in epilessia e disturbo bipolare, le categorie di frequenza differiscono viene riportata la frequenza piu' cautelativa. Perla classificazione degli effetti indesiderati e' stata adottata la seguente convenzione: molto comuni (>=1/10), comuni (>=1/100, <1/10), non comuni (>=1/1000, <1/100), rari (>=1/10000, <1/1000), molto rari (<1/10000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: anomalie ematologiche, incluse neutropenia, leucopenia, anemia, trombocitopenia, pancitopenia, anemia aplastica, agranulocitosi; non nota: linfoadenopatia. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: sindrome di ipersensibilità (inclusi sintomi come febbre, linfoadenopatia,edema facciale, anomalie del sangue e del fegato, coagulazione intravascolare disseminata, insufficienza multiorgano). Disturbi psichiatrici. Comune: aggressività, irritabilità; molto raro: confusione, allucinazioni, tic; non nota: incubi. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; comune sonnolenza, vertigini, tremore, insonnia, agitazione; non comune: atassia; raro: nistagmo; molto raro: instabilità, disturbi del movimento, peggioramento della malattia di Parkinson, effetti extrapiramidali, coreoatetosi, aumento nella frequenza delle crisi convulsive; raro: meningite asettica. Patologie dell'occhio. Non comune: diplopia, visione offuscata. Raro: congiuntivite. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito, diarrea, secchezza della bocca. Patologie epatobiliari. Molto raro: insufficienza epatica, disfunzione epatica, incremento nei valori degli esami di funzione epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: eruzione cutanea; raro: sindrome di Stevens-Johnson; molto raro: necrolisi epidermicatossica; molto raro: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: artralgia; molto raro: reazioni lupus- simili. Patologiesistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: stanchezza, dolore, dolore dorsale. Sono stati segnalati esantemidella cute gravi, potenzialmente pericolosi per la vita, compresi la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica. Sebbenenella maggioranza dei pazienti queste reazioni regrediscano con la sospensione del trattamento con lamotrigina, in alcuni casi possono residuare cicatrici permanenti e vi sono stati rari casi associati ad esitofatale. Il rischio complessivo di eruzione cutanea appare fortementeassociato a: elevate dosi iniziali di lamotrigina, che superino la posologia ad incrementi successivi raccomandata nella terapia con lamotrigina; uso concomitante di valproato. L'eruzione cutanea e' stata anchesegnalata come parte di una sindrome di ipersensibilita' associata adun quadro clinico variabile di sintomi sistemici. Vi sono state segnalazioni di riduzione della densita' ossea, osteopenia, osteoporosi e fratture in pazienti in trattamento a lungo termine con lamotrigina. Ilmeccanismo con il quale la lamotrigina influisce sul metabolismo osseo non e' stato identificato. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Rischi correlati a medicinali antiepilettici in generale. Si deve richiedere il parere di uno specialista nel caso di donne che siano in eta' fertile. Deve essere riconsiderata la necessita' di un trattamento antiepilettico nel caso in cui la donna stia pianificando una gravidanza. Deve essere in ogni caso evitata l'improvvisa interruzione della terapia antiepilettica nelle donne in trattamento per epilessia, in quanto questo puo' portare alla comparsa improvvisa di crisi convulsive che possono avere gravi conseguenze per la madre e per il nascituro. Deve essere privilegiata la monoterapia ogni volta che sia possibile in quanto una politerapia antiepilettica puo' essere associata a un rischio piu' elevato di malformazioni congenite rispetto alla monoterapia, aseconda degli antiepilettici impiegati in associazione. Rischi correlati alla lamotrigina. Numerosi dati su donne in gravidanza esposte alla lamotrigina in monoterapia durante il primo trimestre di gravidanza(piu' di 8700) non suggeriscono un sostanziale aumento del rischio dimalformazioni congenite maggiori, inclusa schisi orale. Studi nell'animale hanno mostrato effetti tossici sullo sviluppo. Se si considera necessaria una terapia con il farmaco durante la gravidanza, si raccomanda di impiegare la dose terapeutica piu' bassa possibile. La lamotrigina ha un lieve effetto inibitorio sulla diidrofolato reduttasi e pertanto potrebbe teoricamente portare, attraverso la riduzione dei livellidi acido folico, ad un aumento del rischio di danno embriofetale. Sipuo' prendere in considerazione la somministrazione di acido folico quando viene pianificata una gravidanza e durante il periodo iniziale della gravidanza. Le modifiche fisiologiche durante la gravidanza possono influire sui livelli di lamotrigina e/o sul suo effetto terapeutico.Vi sono stati casi di diminuzione dei livelli plasmatici di lamotrigina durante la gravidanza, con un potenziale rischio di perdita del controllo delle crisi convulsive. Dopo la nascita i livelli di lamotrigina possono aumentare rapidamente, con il rischio di eventi avversi dose-correlati. Pertanto le concentrazioni sieriche di lamotrigina devonoessere monitorate prima, durante e dopo la gravidanza, e immediatamente dopo la nascita. Se necessario, la dose deve essere adattata per mantenere le concentrazioni sieriche di lamotrigina agli stessi livelli di prima della gravidanza, o adattata in base alla risposta clinica. Inoltre, dopo la nascita, si deve monitorare la comparsa di effetti indesiderati dose-correlati. E' stato segnalato che la lamotrigina passa nel latte materno in concentrazioni altamente variabili, dando luogo alivelli totali di lamotrigina nel bambino fino a circa il 50% di quelli della madre. Pertanto, in alcuni bambini che vengono allattati al seno, le concentrazioni sieriche di lamotrigina possono raggiungere livelli ai quali si manifestano effetti farmacologici. In un gruppo limitato di bambini esposti, non sono stati osservati effetti avversi. I potenziali benefici dell'allattamento al seno devono essere valutati in confronto al potenziale rischio di effetti avversi nel bambino. Se unadonna decide di allattare al seno mentre e' in terapia con lamotrigina, il bambino deve essere monitorato per la comparsa di effetti avversi. Gli studi nell'animale non hanno rilevato compromissione della fertilita' causata dalla lamotrigina.
INDICAZIONI
Epilessia. Adulti ed adolescenti di eta' pari o superiore ai 13 anni.Trattamento aggiuntivo o in monoterapia delle crisi parziali e delle crisi generalizzate, comprese le crisi tonico-cloniche. Crisi associatealla sindrome di Lennox-Gastaut; il farmaco e' somministrato come terapia aggiuntiva ma puo' essere il farmaco antiepilettico con cui iniziare nella sindrome di Lennox-Gastaut. Bambini ed adolescenti da 2 a 12anni di eta'. Trattamento aggiuntivo delle crisi parziali e delle crisi generalizzate, comprese le crisi tonico-cloniche e le crisi associate alla sindrome di Lennox-Gastaut. Monoterapia delle crisi di assenzatipiche. Disturbo bipolare. Adulti di eta' pari o superiore ai 18 anni. Prevenzione degli episodi depressivi nei pazienti con disturbo bipolare di tipo I che presentano prevalentemente episodi depressivi. None' indicato per il trattamento acuto degli episodi maniacali o depressivi.
INTERAZIONI
La UDP-glucuroniltranferasi e' stata identificata quale enzima responsabile del metabolismo della lamotrigina. La lamotrigina puo' causare induzione del suo stesso metabolismo, ma l'effetto e' modesto ed e' improbabile che abbia conseguenze significative sul piano clinico. Medicinali che inibiscono in modo significativo la glucuronazione della lamotrigina: valproato. Medicinali che inducono in modo significativo la glucuronazione della lamotrigina: fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, primidone, rifampicina, lopinavir/ritonavir, combinazione etinilestradiolo/levonorgestrel, atazanavir/ritonavir. Medicinali che non inibiscono né inducono in modo significativo la glucuronazione della lamotrigina: oxcarbazepina, felbamato, gabapentin, levetiracetam, pregabalin, topiramato, zonisamide, litio, bupropione, olanzapina, aripriprazolo. Interazioni che riguardano medicinali antiepilettici Il valproato,inibendo la glucuronazione della lamotrigina, ne rallenta il metabolismo e ne aumenta l'emivita media di circa due volte. Nei pazienti che ricevono una terapia concomitante con valproato, deve essere utilizzatol'appropriato regime terapeutico. Alcuni medicinali antiepilettici inducendo gli enzimi epatici che metabolizzano i medicinali, inducono laglucuronazione della lamotrigina e ne accelerano il metabolismo. Neipazienti che ricevono una terapia concomitante con fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale o primidone, deve essere utilizzato l'appropriatoregime terapeutico. Sono stati segnalati casi di effetti a carico delsistema nervoso centrale, compresi vertigini, atassia, diplopia, visione offuscata e nausea, in pazienti che assumono carbamazepina, in seguito all'introduzione della terapia con lamotrigina. Questi eventi sirisolvono di solito con una riduzione della dose di carbamazepina. Uneffetto simile e' stato osservato durante uno studio con lamotrigina ed oxcarbazepina in volontari sani adulti, anche se non e' stata studiata la riduzione della dose. Vi sono segnalazioni in letteratura di riduzione dei livelli di lamotrigina quando lamotrigina era stata somministrata in associazione con oxcarbazepina. Nei pazienti che ricevono una terapia concomitante con oxcarbazepina, deve essere utilizzato il regime terapeutico di lamotrigina in terapia aggiuntiva senza valproatoe senza induttori della glucuronazione della lamotrigina. Sulla base di una analisi retrospettiva dei livelli plasmatici in pazienti che ricevevano lamotrigina con o senza gabapentin, gabapentin non ha mostratodi modificare la clearance apparente di lamotrigina. Questi dati indicano che la lamotrigina non influenza la farmacocinetica di levetiracetam e che levetiracetam non influenza la farmacocinetica della lamotrigina. Le concentrazioni plasmatiche minime allo stato stazionario di lamotrigina non sono state influenzate dalla somministrazione concomitante di pregabalin (200 mg 3 volte al giorno. Il solo utilizzo di contraccettivi ormonali non rende necessaria la modifica della dose raccomandata nella titolazione, ma, quando si inizia o si interrompe un trattamento con contraccettivi ormonali, in molti casi sara' necessario aumentare o diminuire la dose di mantenimento di lamotrigina. Effetto della lamotrigina sulla farmacocinetica dei contraccettivi ormonali In uno studio su 16 volontari di sesso femminile, una dose allo stato stazionario di 300 mg di lamotrigina non ha avuto effetti sulla farmacocinetica di etinilestradiolo, componente del contraccettivo orale combinato. E' stato osservato un modesto aumento della clearance orale dell'altro componente, levonorgestrel, determinando una riduzione dei valorimedi di AUC e di C max di levonorgestrel del 19% e del 12%, rispettivamente. La misurazione dei livelli sierici di FSH, LH ed estradiolo durante lo studio ha evidenziato una certa perdita della soppressione dell'attivita' ormonale ovarica in alcune donne, sebbene la misurazione del progesterone sierico non abbia mostrato alcuna evidenza ormonale diovulazione in nessuno dei 16 soggetti. L'impatto del modesto aumentodella clearance del levonorgestrel e delle modificazioni dei valori diFSH e LH sierici sulla attivita' ovulatoria ovarica non e' noto. Nonsono stati studiati gli effetti di dosi di lamotrigina diverse da 300mg/die e non sono stati condotti studi con altre preparazioni a base di ormoni femminili. Interazioni che riguardano altri medicinali In unostudio su volontari maschi, la rifampicina ha aumentato la clearancedella lamotrigina e ne ha diminuito l'emivita, a causa della induzionedegli enzimi epatici responsabili della glucuronazione. Nei pazientiche assumono una terapia concomitante con rifampicina deve essere utilizzato l'appropriato regime terapeutico. In uno studio su volontari sani, lopinavir/ritonavir hanno approssimativamente dimezzato le concentrazioni plasmatiche di lamotrigina, probabilmente tramite induzione della glucuronazione. Nei pazienti che ricevono in concomitanza una terapia con lopinavir/ritonavir, deve essere utilizzato il regime terapeutico appropriato. Dati provenienti da una valutazione in vitro dimostrano che la lamotrigina, ma non il metabolia N (2)-glucuronide, e' un inibitore dell' Organic Transporter 2 (OCT 2) a concentrazioni potenzialmente clinicamente rilevanti. Questi dati dimostrano che la lamotrigina e' un inibitore in vitro di OCT 2 piu' potente della cimetidina, convalori di IC50 di 53,8 mcM e 186 mcM, rispettivamente. La somministrazione concomitante di lamotrigina con medicinali escreti per via renale che sono substrati di OCT 2 puo' risultare in un aumento dei livelliplasmatici di questi medicinali. Il significato clinico di cio' non e' stato chiaramente definito, tuttavia deve essere prestata attenzionenei pazienti ai quali sono somministrati in concomitanza questi medicinali.
POSOLOGIA
Le compresse dispersibili possono essere masticate disciolte in una piccola quantita' di acqua, o deglutite intere con un po' d'acqua. Se ladose calcolata di lamotrigina non equivale a compresse intere, la dose che deve essere somministrata e' uguale al numero piu' basso di compresse intere. Quando viene ripresa la terapia in pazienti che per qualunque motivo l'avevano interrotta, il medico deve valutare la necessita' di utilizzare una titolazione posologica ad incrementi successivi per raggiungere la dose di mantenimento, dal momento che il rischio dieruzione cutanea grave e' associato alla somministrazione di elevate dosi iniziali ed al superamento della posologia prevista dalla titolazione raccomandata. Qualora vengano sospesi medicinali antiepilettici assunti in concomitanza o qualora altri medicinali, antiepilettici o meno, vengano aggiunti a regimi di trattamento contenenti lamotrigina, deve essere preso in considerazione l'effetto che cio' puo' avere sullafarmacocinetica della lamotrigina. Per assicurare il mantenimento della dose terapeutica, si deve monitorare il peso del bambino e la dose deve essere rivista in caso di cambiamenti del peso corporeo. E' probabile che pazienti da due a sei anni di eta' richiedano dosi di mantenimento ai limiti superiori della posologia raccomandata. Se con il trattamento aggiuntivo si raggiunge il controllo dell'epilessia, i medicinali antiepilettici somministrati in concomitanza possono essere sospesied i pazienti possono continuare il trattamento con il farmaco in monoterapia. L'uso del farmaco non e' raccomandato nei bambini di eta' inferiore ai due anni. Negli studi clinici, in seguito a sospensione improvvisa del trattamento con la lamotrigina, non si e' verificato un aumento di incidenza, gravita' o tipologia di reazioni avverse rispettoa placebo. Pertanto i pazienti possono sospendere l'assunzione di lamotrigina senza una riduzione scalare della dose. L'uso di lamotrigina non e' indicato nei bambini al di sotto dei 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull'efficacia. Raccomandazioni generalirelative alla posologia in speciali popolazioni di pazienti. Donne che assumono contraccettivi ormonali. L'uso di una combinazione di etinilestradiolo/levonorgestrel (30 mcg /150 mcg ) aumenta la clearance della lamotrigina di circa due volte, dando luogo ad una riduzione dei livelli plasmatici di lamotrigina. Dopo la fase di titolazione posologica, possono essere necessarie dosi di mantenimento di lamotrigina piu'elevate per ottenere una risposta terapeutica ottimale. Durante la settimana senza pillola e' stato osservato un aumento dei livelli di lamotrigina di due volte. Si deve prendere in considerazione, come terapiadi prima linea, l'uso di una contraccezione che non preveda la settimana senza pillola. Inizio della terapia con contraccettivi ormonali inpazienti che gia' assumono dosi di mantenimento di lamotrigina e NONassumono induttori della glucuronazione della lamotrigina. In molti casi sara' necessario aumentare le dosi di mantenimento di lamotrigina fino a due volte. Si raccomanda che dall'inizio del trattamento contraccettivo ormonale, la dose di lamotrigina sia incrementata da 50 a 100mg/die ogni settimana. Puo' essere presa in considerazione la misurazione delle concentrazioni sieriche di lamotrigina prima e dopo l'iniziodel trattamento contraccettivo ormonale. Nelle donne che assumono uncontraccettivo ormonale che include una settimana di trattamento inattivo, il monitoraggio dei livelli sierici di lamotrigina deve essere effettuato durante la settimana 3 del trattamento attivo. Si deve prendere in considerazione, come terapia di prima linea, l'uso di una contraccezione che non preveda la settimana senza pillola. Sospensione dei contraccettivi ormonali in pazienti che gia' assumono dosi di mantenimento di lamotrigina e NON assumono induttori della glucuronazione dellalamotrigina. Nella maggior parte dei casi sara' necessario diminuirele dosi di mantenimento di lamotrigina fino al 50%. Si raccomanda di diminuire gradualmente la dose giornaliera di lamotrigina di 50-100 mgogni settimana, nel corso di 3 settimane. Per avere conferma che le concentrazioni basali di lamotrigina siano mantenute, puo' essere presain considerazione la misurazione delle concentrazioni sieriche di lamotrigina prima e dopo la sospensione del trattamento contraccettivo ormonale. Nelle donne che desiderano interrompere l'assunzione di un contraccettivo ormonale che include una settimana di sospensione del trattamento inattivo, il monitoraggio dei livelli sierici di lamotrigina deve essere effettuato durante la settimana 3 del trattamento attivo. Icampioni di sangue necessari a stabilire i livelli di lamotrigina dopola sospensione permanente della pillola contraccettiva, non devono essere raccolti durante la prima settimana successiva alla sospensione della pillola. Inizio e sospensione della terapia con contraccettivi ormonali in pazienti che gia' assumono dosi di mantenimento di lamotrigina e ASSUMONO induttori della glucuronazione della lamotrigina. Puo' non essere richiesta una modifica della posologia di mantenimento raccomandata per lamotrigina. Non e' necessario alcun aggiustamento della dose a scalare raccomandata di lamotrigina quando la lamotrigina e' aggiunta alla terapia esistente con atazanavir/ritonavir. Nei pazienti che gia' assumono dosi di mantenimento di lamotrigina e non assumono induttori della glucuronazione, puo' essere necessario aumentare la dosedi lamotrigina se si aggiunge atazanavir/ritonavir, o ridurla se si interrompe atazanavir/ritonavir. Non e' necessario alcun aggiustamento della dose a scalare raccomandata di lamotrigina quando la lamotriginae' aggiunta alla terapia esistente di lopinavir/ritonavir. Nei pazienti che gia' assumono dosi di mantenimento di lamotrigina e non assumonoinduttori della glucuronazione, puo' essere necessario aumentare la dose di lamotrigina se si aggiunge lopinavir/ritonavir, o ridurla se siinterrompe lopinavir/ritonavir. Anziani (di eta' superiore ai 65 anni). Non e' richiesta alcuna modifica del dosaggio rispetto allo schemaposologico raccomandato. La farmacocinetica di lamotrigina in questo gruppo di eta' non differisce in modo significativo dalla popolazione adulta non anziana. Si deve usare cautela nel caso di somministrazionea pazienti con insufficienza renale. Per i pazienti con insufficienzarenale allo stadio terminale, le dosi iniziali di lamotrigina si devono basare sui medicinali assunti in concomitanza dal paziente. Le dosiiniziali, di titolazione e di mantenimento devono in genere essere ridotte di circa il 50% nei pazienti con compromissione epatica moderatae del 75% nei pazienti con compromissione epatica grave. Le dosi di titolazione e di mantenimento devono essere modificate in base alla risposta clinica.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa dispersibile da 5 mg contiene 5 mg di lamotrigina. Ognicompressa dispersibile da 25 mg contiene 25 mg di lamotrigina. Ogni compressa dispersibile da 50 mg contiene 50 mg di lamotrigina. Ogni compressa dispersibile da 100 mg contiene 100 mg di lamotrigina. Ogni compressa dispersibile da 200 mg contiene 200 mg di lamotrigina.