AVVERTENZE
L'acidosi lattica e' una complicanza metabolica rara ma grave, che puo' verificarsi a causa dell'accumulo di metformina. I casi riportati nei pazienti che assumevano metformina sono stati osservati soprattutto nei pazienti diabetici con significativa insufficienza renale. L'incidenza puo' e deve essere ridotta, anche mediante la valutazione di altri fattori di rischio associati, quali diabete scarsamente controllato, chetosi, digiuno prolungato, alcolismo, insufficienza epatica e qualsiasi disturbo associato a ipossia. Il rischio di acidosi lattica deve essere considerato in caso di insorgenza di segni non specifici, quali crampi muscolari associati a disturbi della digestione, dolori addominali e astenia grave. E' caratterizzata da dispnea acidotica, dolori addominali e ipotermia, seguiti da coma. I risultati diagnostici di laboratorio sono: diminuzione del pH ematico, livelli del lattato plasmatico superiori a 5 mmol/l e un aumento del gap anionico e del rapporto lattato/piruvato. Questo medicinale espone il paziente al rischio di insorgenza di episodi ipoglicemici. Dopo l'inizio del trattamento un aggiustamento graduale della dose puo' prevenire l'insorgenza di ipoglicemia. Questo trattamento deve essere prescritto solo se il paziente si attiene a un programma alimentare regolare (che includa la prima colazione). E' importante che l'assunzione di carboidrati sia regolare, perche' il rischio di ipoglicemia aumenta nei casi di pasti ritardati e di assunzione di carboidrati insufficiente o sbilanciata. Si verifica piu' facilmente in caso di dieta ipocalorica, dopo un esercizio fisico intenso e prolungato, quando si assumono bevande alcoliche o durante la somministrazione di una combinazione di agenti ipoglicemizzanti. I sintomi dell'ipoglicemia sono: cefalea, fame, nausea, vomito, estrema stanchezza, disturbi del sonno, irrequietezza, aggressivita', diminuzione della concentrazione e della reattivita', depressione, confusione, difficolta' di linguaggio, disturbi visivi, tremore, paralisi e parestesia, capogiri, delirio, convulsioni, sonnolenza, incoscienza, respirazione superficiale e bradicardia. A causa di una contro-regolazione indotta dall'ipoglicemia possono verificarsi sudorazione, paura, tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina e aritmia. Questi ultimi sintomi possono essere assenti quando l'ipoglicemia si sviluppa lentamente, in caso di neuropatia autonomica o quando il paziente assume agenti beta-bloccanti, clonidina, reserpina, guanetidina o altri simpaticomimetici. I sintomi di ipoglicemia moderata senza perdita di coscienza o manifestazioni neurologiche devono essere corretti assumendo immediatamente zucchero. Devono essere effettuati un aggiustamento della dose e/o opportuni cambiamenti del programma di alimentazione. Sono possibili anche reazioni ipoglicemiche gravi con coma, convulsioni o altri segni neurologici, le quali rappresentano un'emergenza medica che, una volta diagnosticata o sospettata la causa e prima di un tempestivo ricovero ospedaliero del paziente, richiede un trattamento immediato con somministrazione endovenosa di glucosio. Per ridurre il rischio di episodi ipoglicemici e' importante effettuare un'attenta valutazione dei pazienti e della dose e istruire adeguatamente i pazienti. Se il paziente dovesse andare incontro a ripetuti episodi di ipoglicemia, di tipo grave oppure associati a incapacita' di comprendere la situazione, si deve prendere in considerazione un trattamento antidiabetico diverso da questo. Fattori che favoriscono l'ipoglicemia: assunzione concomitante di alcol, soprattutto se associata a digiuno; rifiuto o incapacita' del paziente di collaborare; malnutrizione, pasti irregolari, salto dei pasti, digiuno o alterazioni della dieta; scarso equilibrio tra esercizio fisico e assunzione di carboidrati; insufficienza renale; insufficienza epatica grave; sovradosaggio; alcuni disturbi endocrini; somministrazione concomitante di alcuni altri farmaci. La farmacocinetica e/o la farmacodinamica del prodotto puo' risultare modificata nei pazienti con insufficienza epatica o insufficienza renale grave. Se in tali pazienti si verifica ipoglicemia, questa potrebbe durare a lungo ed e' necessario istituire un trattamento appropriato. In caso di intervento chirurgico o di qualsiasi altra causa di scompenso diabetico, al posto di questo medicinale deve essere presa in considerazione una terapia insulinica temporanea. I sintomi di ipoglicemia sono: aumento della diuresi, forte sete, secchezza della cute. Poiche' metformina e' escreta per via renale, si raccomanda di determinare la clearance della creatinina e i livelli di creatinina sierica prima di iniziare il trattamento e in seguito regolarmente: almeno una volta all'anno nei pazienti con funzionalita' renale normale; almeno due-quattro volte all'anno nei pazienti con livelli di creatinina sierica al limite superiore del normale e nei soggetti anziani. Nei soggetti anziani la diminuzione della funzionalita' renale e' frequente e asintomatica. La somministrazione intravascolare di mezzi di contrasto iodati nell'ambito di indagini radiologiche puo' causare insufficienza renale. A seconda della funzionalita' renale il farmaco deve essere sospeso 48 ore prima (o al momento) del test e deve essere ripreso non prima siano trascorse 48 ore, e comunque solo dopo che la funzionalita' renale e' stata misurata nuovamente e risultata normale. L'uso concomitante di glibenclamide con alcol, fenilbutazone o danazolo non e' raccomandato. Poiche' il prodotto contiene metformina cloridrato, il trattamento deve essere sospeso 48 ore prima della chirurgia elettiva in anestesia generale, spinale o peridurale e non deve essere ripristinato prima che siano trascorse 48 ore dall'intervento o prima della ripresa dell'alimentazione per via orale, e comunque solo dopo che la funzionalita' renale e' stata misurata nuovamente e risultata normale. Durante il trattamento continuare la dieta, con un'assunzione regolare di carboidrati nel corso della giornata. I pazienti sovrappeso devono continuare la dieta ipocalorica. Il regolare esercizio fisico e' altrettanto necessario. Devono essere effettuati regolarmente i test di laboratorio abituali per il monitoraggio del diabete (glicemia, HbA1c).
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Metformina e sulfonamidi.
CONSERVAZIONE
Non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' a metformina cloridrato, glibenclamide, altre sulfoniluree e sulfonamidi o a uno qualsiasi degli eccipienti. Diabete di tipo 1 (diabete insulino-dipendente), chetoacidosi, precoma diabetico. Insufficienza o disfunzione renale (clearance della creatinina <60 ml/min). Condizioni acute che possono potenzialmente alterare la funzionalita' renale, quali disidratazione, infezione grave, shock, somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati. Malattie acute o croniche che possono causare ipossia tissutale, come insufficienza cardiaca o respiratoria, infarto miocardico recente, shock. Insufficienza epatica, intossicazione alcolica acuta, alcolismo. Porfiria. Allattamento. Associazione con miconazolo.
DENOMINAZIONE
METFORMINA GLIBENCLAMIDE SANDOZ
ECCIPIENTI
>>Nucleo: cellulosa microcristallina (E460), povidone (E1201), croscarmellosa sodica (E468), magnesio stearato (E572). >>Rivestimento: ipromellosa (E464), idrossipropilcellulosa (E463), macrogol, titanio diossido (E171), talco (E553b). Solo in cpr 500 mg/2,5 mg: ferro ossido marrone (E172). Solo in cpr 500 mg/5 mg: ferro ossido rosso (E172).
EFFETTI INDESIDERATI
Esami diagnostici. Non comuni (>=1/1000, <1/100): aumenti da normali a moderati dell'urea sierica e delle concentrazioni di creatinina. Molto rari (<1/10.000): iponatremia Patologie del sistema emolinfopoietico. Reversibili all'atto della sospensione del trattamento. Rari (>=1/10.000, <1/1000): leucopenia, trombocitopenia. Molto rari: agranulocitosi, anemia emolitica, aplasia midollare e pancitopenia. Patologie del sistema nervoso. Comuni (>=1/100, <1/10): alterazioni del gusto. Patologie dell'occhio. A causa della diminuzione dei livelli glicemici, all'inizio del trattamento possono manifestarsi disturbi visivi transitori. Patologie gastrointestinali. Molto comuni (>1/10): disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e perdita dell'appetito. Questi effetti indesiderati si manifestano con maggiore frequenza all'inizio del trattamento e nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente. Per prevenirli si raccomanda di somministrare il prodotto in 2 o 3 dosi giornaliere. Un aumento della dose effettuato in modo lento puo' inoltre migliorare la tollerabilita' gastrointestinale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Rari: reazioni cutanee quali prurito, orticaria, rash maculopapulare. Molto rari: angite allergica cutanea o viscerale, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, fotosensibilizzazione, orticaria che evolve in shock. Puo' verificarsi una reattivita' crociata alle sulfonamidi e ai loro derivati. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: ipoglicemia. Non comuni: crisi di porfiria epatica e cutanea. Molto rari: acidosi lattica. Riduzione dell'assorbimento di vitamina B 12 con diminuzione dei livelli sierici durante l'utilizzo a lungo termine di metformina. Si raccomanda di prendere in considerazione tale eziologia nei pazienti con anemia megaloblastica. Reazione disulfiram-simile con assunzione di alcol. Patologie epatobiliari. Molto rari: alterazioni dei test di funzionalita' epatica o epatite, che richiedono la sospensione del trattamento.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non sono disponibili dati preclinici e clinici su pazienti in gravidanza. Quando incontrollato, il diabete (gestazionale o permanente) causa un aumento delle anormalita' congenite e della mortalita' perinatale. Durante il periodo del concepimento il diabete deve essere controllato nel miglior modo possibile, allo scopo di ridurre il rischio di anomalie congenite. >>Rischio correlato a metformina. In assenza di un effetto teratogeno nell'animale, non si attendono malformazioni fetali nell'uomo poiche' fino a oggi le sostanze note per causare malformazioni nell'uomo hanno dimostrato di essere teratogene in due specie animali nel corso di studi ben condotti. Studi clinici su serie ridotte di casi non hanno fornito alcuna evidenza di malformazioni fetali direttamente correlate a metformina. >>Rischio correlato a glibenclamide. In assenza di un effetto teratogeno negli animali, non si prevedono malformazioni fetali nell'uomo poiche' fino a oggi le sostanze note per causare malformazioni nell'uomo hanno mostrato di essere teratogene in studi ben condotti in due specie animali. Nella pratica clinica attualmente non sono disponibili dati su cui basare una valutazione delle potenziali malformazioni o della fetotossicita' dovute a glibenclamide quando somministrata in gravidanza. Un adeguato controllo della glicemia permette una normale evoluzione della gravidanza in questa categoria di pazienti. Il farmaco non deve essere utilizzato per il trattamento del diabete durante la gravidanza. E' imperativo utilizzare l'insulina per ottenere un adeguato controllo della glicemia. Si raccomanda che la paziente venga trasferita dalla terapia antidiabetica orale all'insulina non appena pianifica una gravidanza o se la gravidanza e' esposta a questo medicinale. Si raccomanda il monitoraggio della glicemia nel neonato. >>Allattamento. Nell'uomo, in assenza di dati relativi al passaggio di metformina e di glibenclamide nel latte materno e a causa del rischio di ipoglicemia neonatale, questo medicinale e' controindicato nel caso di allattamento al seno.
INDICAZIONI
Trattamento del diabete di tipo 2 negli adulti, come terapia sostitutiva di una precedente terapia combinata con metformina e glibenclamide nei pazienti con glicemia stabile e ben controllata.
INTERAZIONI
ASSOCIAZIONE CONTROINDICATA. >>Relativa a glibenclamide. Miconazolo (via di somministrazione sistemica, gel per mucosa orale): aumento dell'effetto ipoglicemico con possibile insorgenza di manifestazioni ipoglicemiche, o anche coma. ASSOCIAZIONI NON RACCOMANDATE. >>Relative alle sulfoniluree. Alcol: effetto antabuse (intolleranza all'alcol), in particolare per clorpropamide, glibenclamide, glipizide, tolbutamide; aumento della reazione ipoglicemica (inibizione dei meccanismi di compenso), il quale puo' facilitare l'insorgenza di coma ipoglicemico. Evitare il consumo di alcolici e di medicinali contenenti alcol. Fenilbutazone (via di somministrazione sistemica): aumento dell'effetto ipoglicemizzante delle sulfaniluree (dislocazione delle sulfaniluree dai siti di legame proteico e/o diminuzione della loro eliminazione). Si raccomanda di usare un altro agente antinfiammatorio che presenti meno interazioni, oppure di avvertire il paziente perche' intensifichi l'automonitoraggio. Se necessario, aggiustare il dosaggio durante il trattamento con l'agente antinfiammatorio e dopo la sua sospensione. >>Relative a tutti gli agenti antidiabetici. Danazolo: se la combinazione non puo' essere evitata, avvertire il paziente di intensificare l'automonitoraggio della glicemia. Eventualmente, aggiustare il dosaggio dell'antidiabetico durante il trattamento con danazolo e dopo la sua sospensione. >>Relative a metformina. Alcol: rischio aumentato di acidosi lattica nell'intossicazione alcolica acuta, particolarmente nei casi di digiuno o malnutrizione e insufficienza epatocellulare. Evitare il consumo di bevande alcoliche e l'assunzione di medicinali contenenti alcol. ASSOCIAZIONI CHE RICHIEDONO PRECAUZIONE PER L'USO. >>Relative a tutti gli agenti antidiabetici. Clorpromazina: a dosi elevate (100 mg di clorpromazina al giorno), aumento della glicemia (riduzione della secrezione insulinica). Eventualmente, aggiustare il dosaggio dell'antidiabetico durante il trattamento con il neurolettico e dopo la sua sospensione. Corticosteroidi (glucocorticoidi) e tetracosactide (via di somministrazione sistemica e locale): aumento della glicemia, talora accompagnato da chetosi (riduzione della tolleranza ai carboidrati indotta dai corticosteroidi). Eventualmente, aggiustare il dosaggio dell'antidiabetico durante il trattamento con i corticosteroidi e dopo la loro sospensione. Beta2-agonisti: aumento della glicemia indotto da beta2-agonisti. Inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (es. captopril, enalapril): gli ACE-inibitori possono provocare una diminuzione dei livelli glicemici. Se necessario, aggiustare il dosaggio del medicinale durante la terapia con un ACE-inibitore e dopo la sua sospensione. >>Relative a metformina. Diuretici: acidosi lattica dovuta a metformina, indotta da qualsiasi forma di insufficienza renale funzionale, correlata ai diuretici e in particolare ai diuretici dell'ansa. Mezzi di contrasto iodati: la somministrazione intravascolare di mezzi di contrasto iodati puo' causare insufficienza renale, che puo' determinare un accumulo di metformina, con rischio di il prodotto deve essere sospeso 48 ore prima (o al momento) del test e deve essere ripristinato non prima siano trascorse 48 ore, e comunque solo dopo che la funzionalita' renale e' stata valutata nuovamente e trovata normale. >>Relative a glibenclamide. Beta-bloccanti: tutti i beta-bloccanti mascherano alcuni dei sintomi di ipoglicemia (palpitazioni e tachicardia). La maggior parte dei beta-bloccanti non cardioselettivi aumenta l'incidenza e la gravita' dell'ipoglicemia. Fluconazolo: aumento dell'emivita della sulfonilurea, con possibile insorgenza di manifestazioni ipoglicemiche. Bosentan: rischio di diminuzione dell'effetto ipoglicemizzante di glibenclamide, dovuto al fatto che bosentan riduce le concentrazioni plasmatiche di glibenclamide. Nei pazienti che ricevevano glibenclamide in concomitanza con bosentan e' stato riportato un aumento del rischio di incremento degli enzimi epatici. ASSOCIAZIONI DA CONSIDERARE. >>Relativa a glibenclamide. Desmopressina: riduzione dell'attivita' antidiuretica.
POSOLOGIA
Per uso orale. Da usare solo negli adulti. Il dosaggio deve essere adattato in funzione della risposta metabolica di ogni singolo paziente (glicemia, HbA1c). La terapia deve essere iniziata con una dose del medicinale contenente l'associazione equivalente alle precedenti dosi singole di metformina e glibenclamide; la dose deve essere aumentata gradualmente, in funzione dei parametri glicemici. La dose deve essere aggiustata ogni 2 settimane o piu', con incrementi di una compressa, a seconda dei risultati delle analisi glicemiche. Un incremento graduale del dosaggio puo' favorire la tollerabilita' gastrointestinale e prevenire l'insorgenza di ipoglicemia. Dose massima giornaliera raccomandata: 6 compresse (500 mg/2,5 mg); 3 compresse (500 mg/5 mg). In casi eccezionali puo' essere raccomandato un aumento fino a 4 compresse. >>Regime posologico. Una volta al giorno, al mattino a colazione, per la dose di 1 compressa/die. Due volte al giorno, al mattino e alla sera, per la dose di 2 o 4 compresse/die. Tre volte al giorno, al mattino, a mezzogiorno e alla sera, per la dose di 3, 5 o 6 compresse/die da 500 mg/2,5 mg o per la dose di 3 compresse/die da 500 mg/5 mg. Le compresse devono essere assunte durante i pasti. Il regime posologico deve essere adattato alle rispettive abitudini alimentari. In ogni caso ciascuna assunzione deve essere seguita da un pasto contenente una quantita' di carboidrati sufficientemente elevata per prevenire l'insorgenza di episodi ipoglicemici. Non sono disponibili dati clinici sull'uso concomitante di questo medicinale con una terapia insulinica. Anziani: la dose deve essere aggiustata in funzione dei parametri di funzionalita' renale; e' necessario effettuare regolari controlli. Nei bambini non e' raccomandato.
PRINCIPI ATTIVI
Metformina cloridrato 500 mg (equivalenti a 390 mg di metformina) e 2,5 - 5 mg di glibenclamide.